Napoli · 23 Settembre 2026

Processo per la morte di Martina Carbonaro: la docente racconta i timori della ragazza

La professoressa Emilia Marino depone: Martina voleva chiudere la relazione ma aveva paura di dirlo

Al centro dell'udienza sul delitto di Martina Carbonaro, la 14enne rinvenuta morta il 26 maggio 2025 in una abitazione abbandonata di Afragola, è stata la deposizione della professoressa Emilia Marino, unica teste iscritta in lista dalla Procura.

La docente ha raccontato ai magistrati di aver instaurato un rapporto di fiducia con la ragazza, che ha definito solare e affettuosa, e di essere stata informata dalla minorenne della sua intenzione di chiudere la relazione in corso. Secondo la testimonianza, però, Martina aveva paura a comunicare la decisione direttamente al partner.

La professoressa ha ricordato anche alcuni episodi di allarme: il 16 maggio 2025 Martina le avrebbe inviato un messaggio chiedendo di essere richiamata, perché «ne aveva tanto bisogno» e non sapeva cosa stesse provando. Il giorno precedente alla scomparsa la studentessa avrebbe voluto confidarsi durante la giornata in cui Marino doveva discutere la tesi; i due appuntamenti non si sono poi concretizzati e la docente ha saputo della sparizione solo la mattina del 27 maggio dai colleghi.

Emilia Marino ha ammesso di provare ancora dolore per la coincidenza legata alla sua tesi, completata lo stesso giorno del ritrovamento del corpo, e si è detta afflitta per non essere riuscita a comprendere del tutto i segnali della ragazza.

Al termine dell'udienza la testimone, insieme all'avvocato della famiglia Carbonaro, Sergio Pisani, ha sollecitato la creazione di una rete di ascolto nelle scuole e sul territorio, con professionisti qualificati per intercettare i disagi degli adolescenti e offrire un canale di supporto.

L'avvocato Pisani ha inoltre evidenziato la questione normativa che regola l'accesso ai servizi psicologici da parte dei minorenni, sostenendo che l'attuale disciplina che richiede il consenso dei genitori o l'intervento dell'autorità giudiziaria ostacola interventi tempestivi e che, a suo avviso, meriterebbe una modifica.

Sono già fissate nuove udienze: il 30 ottobre è prevista la testimonianza dell'amico conosciuto via chat, il 10 novembre si terrà un'udienza intermedia per completare l'escussione dei testi della Procura, mentre il 24 novembre l'imputato Alessio Tucci sarà ascoltato in aula, come comunicato attraverso il suo difensore, l'avvocato Mario Mangazzo.

Si ricorda che il procedimento è in corso e che ogni valutazione sulle responsabilità spetta agli organi giudiziari.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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