Napoli · 22 Settembre 2026

Riesame derubrica l'accusa per lo sparo in officina a via Salvator Rosa

Da tentato omicidio a lesioni gravissime: l'uomo resta in carcere per possesso illegale dell'arma non rinvenuta

Il tribunale del Riesame ha qualificato come "lesioni gravissime" il reato contestato al 42enne che lo scorso 2 settembre ha ferito con un colpo di pistola un meccanico nella sua officina di via Salvator Rosa, a Napoli, riducendo così l'imputazione da tentato omicidio.

Secondo quanto emerso, l'uomo, che la fonte indica avere problemi di droga, si era lamentato più volte dei difetti del motorino acquistato. Ha riferito agli agenti della Polizia di Stato che, dopo aver ricevuto per l'ennesima volta risposte sgradite, è andato a prendere una pistola e poi è tornato in officina, dove ha esploso un colpo a terra sostenendo che l'azione fosse finalizzata a intimorire.

Il giorno seguente il 42enne si è consegnato alla Polizia accompagnato dall'avvocato Giovanna Limpido. Gli stessi legali, Giovanna Limpido e Pietro Conte, hanno ottenuto dall'autorità giudiziaria l'attenuazione del provvedimento cautelare, con la misura dei domiciliari in sostituzione del carcere.

Nonostante la modifica della misura cautelare disposta dall'autorità giudiziaria, l'imputato resta tuttavia in carcere a causa del procedimento per il possesso illegale di una pistola che non è stata ancora rinvenuta. I legali hanno dichiarato di aver sempre sostenuto che l'ipotesi di reato dovesse essere quella delle lesioni gravissime e hanno richiamato l'analisi delle immagini e le dichiarazioni dell'imputato per motivare la loro posizione, ritenendo che l'intento fosse intimidatorio e non di uccidere o ferire.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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