Sciopero Usb a Napoli: corteo del 30 ottobre, tensione alla Stazione Centrale e fermata Garibaldi chiusa
Gli organizzatori parlano di 20mila partecipanti; studenti bruciano un manifesto con Meloni e Bernini
Venerdì 30 ottobre l'Unione sindacale di base (Usb) ha promosso a Napoli una manifestazione contro il costo della vita, i salari bassi e le politiche di riarmo. Il corteo è partito la mattina da piazza Mancini e ha raccolto lavoratori, studenti, sindacati di base e movimenti politici e sociali sotto lo slogan «Blocchiamo tutto», secondo quanto riferito dagli organizzatori.
I promotori della protesta hanno stimato la partecipazione in «20mila» persone, una cifra che al momento non risulta confermata da rilevazioni ufficiali.
Il corteo ha raggiunto la Stazione Centrale, dove si sono verificati momenti di tensione con le forze dell'ordine. Alcuni studenti hanno dato fuoco a un manifesto raffigurante la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la ministra dell'Università Anna Maria Bernini; l'azione è stata attribuita al Collettivo autorganizzato universitario (CAU), che ha collegato la protesta al modello degli studentati finanziati tramite il PNRR e chiesto maggiori investimenti pubblici per le residenze universitarie.
Davanti allo scalo ferroviario era presente un cordone di agenti e militari a presidio degli accessi. Una delegazione di sindacalisti dell'Usb è entrata nella stazione con le bandiere del sindacato, mentre gli accessi laterali erano stati chiusi preventivamente.
Secondo testimonianze raccolte da NapoliToday, la chiusura degli accessi ha creato disagi anche a viaggiatori e persone presenti all'interno della stazione, alcune delle quali hanno riferito di aver dovuto raggiungere l'esterno percorrendo la banchina dei treni fino all'area degli autobus per poter uscire.
Dopo i momenti alla Stazione Centrale, il corteo ha proseguito lungo corso Arnaldo Lucci verso via Galileo Ferraris con l'indicazione di dirigersi agli ingressi autostradali. I referenti dell'Usb hanno dichiarato l'intenzione di estendere la protesta fino a bloccare gli accessi autostradali, indicando anche via Reggia di Portici come possibile punto di azione; le comunicazioni sugli effettivi blocchi non sono però confermate da riscontri ufficiali.
La mobilitazione ha avuto ripercussioni sul trasporto pubblico locale: ANM ha disposto la chiusura della fermata Garibaldi della Linea 1 della metropolitana dalle 8.30 per motivi di ordine pubblico. Nel frattempo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato un'ordinanza di differimento dello sciopero nel settore dei trasporti per il periodo di franchigia legato alla commemorazione dei defunti; ANM, EAV e Trenitalia hanno segnalato servizi sostanzialmente regolari nella prima parte della mattinata.
L'Usb ha contestato il provvedimento ministeriale, confermando la propria mobilitazione e invitando i lavoratori a partecipare alla protesta. La giornata di sciopero ha coinvolto diversi settori pubblici e privati e ha riunito in città realtà sindacali, studentesche e politiche impegnate nelle recenti iniziative contro il caro vita, le spese militari e i tagli alla spesa sociale.