Napoli · 23 Ottobre 2026

Rapina all'orologio da 250mila euro a Capri: in carcere un secondo indagato

La vittima è un membro della Camera dei Lord; i carabinieri di Sorrento eseguono l'ordinanza cautelare

Rapina all'orologio da 250mila euro a Capri: in carcere un secondo indagato
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Un rappresentante della Camera dei Lord del Regno Unito è stato derubato del proprio orologio, stimato 250mila euro, durante una vacanza a Capri nella serata del 13 luglio 2025. Secondo quanto reso noto, un secondo indagato è stato posto in carcere dopo l'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip del tribunale di Napoli su richiesta della procura.

Le indagini sono state svolte dal Nor - aliquota operativa della compagnia di Sorrento e dalla stazione carabinieri di Capri. Gli accertamenti, riferisce la procura, hanno ricostruito le modalità della rapina e gli elementi preparatori che avrebbero preceduto il colpo.

Secondo la ricostruzione degli investigatori, gli autori avrebbero seguito la vittima per diverse ore e compiuto sopralluoghi nelle aree da lei frequentate, con l'obiettivo di individuare il momento più favorevole per intervenire. L'aggressione sarebbe avvenuta nell'area pedonale del centro di Capri: uno degli esecutori materiali avrebbe immobilizzato la persona offesa e sottratto l'orologio mentre il complice sorvegliava l'area circostante, sempre secondo la procura.

Dalle indagini è emersa inoltre la fuga dei presunti responsabili via mare: i due sarebbero saliti a bordo di un'imbarcazione predisposta per l'allontanamento dall'isola.

Il primo arresto era stato eseguito il 9 ottobre a Napoli dai carabinieri di Sorrento, con il supporto della compagnia Napoli Stella, quando un altro presunto complice era stato bloccato mentre cercava di fuggire. Al momento gli indagati, entrambi napoletani, sono accusati di rapina aggravata in concorso; ogni responsabilità sarà accertata nelle sedi giudiziarie, nel rispetto della presunzione di innocenza.

Fonte: Raccontiamo Napoli

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