Sequestrato a Torre Annunziata uno yacht da 2,6 milioni: indagine su presunta evasione di 572mila euro
Operazione della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane, disposto sequestro preventivo d'urgenza
Giovedì 22 ottobre la Procura della Repubblica di Torre Annunziata ha disposto il sequestro preventivo d'urgenza di uno yacht di lusso stimato in circa 2,6 milioni di euro, ormeggiato nel porto oplontino. Il provvedimento è stato eseguito dalla Stazione Navale della Guardia di Finanza di Napoli e dai funzionari dell'Ufficio Antifrode Regionale della Direzione Territoriale Campania dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Secondo l'accusa, l'imbarcazione, battente bandiera delle Isole Cayman, sarebbe rimasta nel territorio doganale dell'Unione Europea oltre il termine massimo di 18 mesi previsto dal regime di ammissione temporanea. Non risultano, sempre secondo gli investigatori, né la riesportazione né la regolarizzazione mediante il pagamento dei diritti doganali dovuti.
La Procura ipotizza che la società armatrice abbia beneficiato indebitamente del regime agevolativo, sottraendosi al versamento dei tributi all'importazione quantificati in 572.000 euro. L'indagine è stata condotta congiuntamente dalla Guardia di Finanza e dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Un elemento centrale dell'inchiesta riguarda la provenienza dichiarata dell'imbarcazione: il legale rappresentante della società armatrice avrebbe comunicato all'Autorità Portuale di Ostia che lo yacht era arrivato il 15 maggio 2023 da Hammamet, in Tunisia. Gli accertamenti, invece, avrebbero rilevato che l'unità è rimasta nell'area del Golfo di Napoli e che era stata varata il 20 maggio 2023, cinque giorni dopo la data indicata come arrivo dalla Tunisia. Nel periodo precedente lo yacht risulta inoltre a secco presso il cantiere Marina di Torre Annunziata.
La Procura ha motivato la scelta del sequestro con il rischio che l'imbarcazione potesse lasciare il porto, compromettendo la possibilità di procedere a una successiva confisca e di tutelare gli interessi dell'Erario. La situazione dell'unità, rimessa in acqua di recente dopo essere stata a terra, ha contribuito a rendere urgente il provvedimento.
L'operazione è stata presentata dalla Procura di Torre Annunziata come frutto della collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane nel contrasto alle frodi doganali e fiscali. Le indagini sono in corso e le ipotesi contestate sono al vaglio dell'autorità giudiziaria.