La procura di Milano chiede il carcere per i giovani arrestati dopo le devastazioni in centro
I sostituti procuratori Cavalleri e Stasi, coordinati dal procuratore Viola, definiscono i fermati «a rischio di reiterazione» e parlano di «totale assenza di autocontrollo»
La procura di Milano ha chiesto la custodia cautelare in carcere per i giovani arrestati nei giorni successivi ai violenti scontri e agli atti vandalici che hanno interessato il centro cittadino durante il fine settimana.
Nei verbali depositati al giudice per le indagini preliminari, i pm parlano di una situazione di grave ed estrema pericolosità sociale, sottolineando una «totale assenza di autocontrollo» e il «rischio concreto e attuale di reiterazione dei reati». Le richieste di convalida degli arresti e di applicazione delle misure cautelari più severe sono state presentate dai sostituti procuratori Giovanna Cavalleri e Aurora Stasi, sotto il coordinamento del procuratore capo Marcello Viola.
Agli indagati vengono contestati diversi reati, a vario titolo, che vanno dalla resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale fino al reato di devastazione e saccheggio, per il quale è prevista una pena edittale fino a 15 anni di reclusione.
Secondo la procura, dagli atti emerge che gli indagati hanno mostrato «una assoluta disinvoltura a improvvise azioni distruttive e di rara violenza» e una «significativa capacità criminale», senza «alcuna remora nell'adoperare violenza». I magistrati riferiscono inoltre che alcuni comportamenti violenti sono stati riproposti a distanza di sole 24 ore rispetto ai disordini del giorno precedente.
Tra gli episodi contestati figura l'assalto a un noto punto vendita di abbigliamento sportivo nel centro. Un neo maggiorenne di 18 anni, insieme a un gruppo di circa cinquanta giovani armati di spranghe e altri oggetti atti a offendere, è accusato di aver sfondato le vetrine del negozio e di aver asportato merce esposta.
All'arrivo delle forze dell'ordine, il giovane sarebbe stato trovato nei pressi del negozio con indosso diversi capi griffati appena sottratti e, nel tentativo di fuggire, avrebbe colpito con una violenta gomitata al volto un ispettore di polizia, secondo quanto ricostruito dagli investigatori.
Negli atti è riportato anche che uno degli arrestati si sarebbe presentato ai disordini con il volto travisato da un passamontagna raffigurante la faccia di un celebre calciatore.
Per la procura milanese, la determinazione a delinquere dimostrata dagli indagati e il concreto pericolo per la collettività giustificano il ricorso alla misura cautelare in carcere. La decisione finale sulle convalide degli arresti e sulle eventuali misure cautelari spetta ora al gip.