Genti Berisha chiede il patteggiamento per la morte dell’agente Imprezzabile
L’udienza davanti al gup Lorenza Pasquinelli è fissata al 25 novembre; la procura valuterà il consenso alla pena in base al risarcimento alla famiglia
Genti Berisha, 26 anni, ha chiesto l’applicazione della pena concordata con la procura per chiudere il procedimento per la morte dell’agente della polizia locale di Milano Francesco Imprezzabile.
L’udienza davanti alla giudice per l’udienza preliminare Lorenza Pasquinelli è stata fissata per il 25 novembre. Berisha era stato arrestato il 23 giugno dopo l’incidente avvenuto il 22 giugno, quando l’agente 39enne era caduto dalla motocicletta di servizio durante l’inseguimento di un Suv a noleggio che non si era fermato all’alt. L’inseguimento aveva raggiunto punte di circa 180 chilometri orari; l’agente riportò lesioni poi risultate fatali.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Fabrizio Cardinali, ha presentato la richiesta di patteggiamento e in subordine il rito abbreviato. Al momento non c’è il via libera della procura, che conduce le indagini con la pm Francesca Crupi: in precedenza il magistrato aveva chiesto e ottenuto dalla gip Giulia Masci il giudizio immediato.
La decisione del pubblico ministero sull’eventuale consenso alla pena concordata dipenderà in gran parte dall’entità del risarcimento che l’imputato offrirà alla famiglia della vittima. I familiari di Imprezzabile si sono costituiti parte offesa nell’inchiesta e sono assistiti dall’avvocato Gabriele Maria Vitiello.
L’imputazione principale nei confronti di Berisha è di morte come conseguenza di altro reato, con riferimento alla fuga pericolosa opposta alle forze dell’ordine. Attualmente il 26enne è detenuto nel carcere di Monza per un altro procedimento legato allo spaccio di stupefacenti; per l’inchiesta sulla morte dell’agente gli erano stati concessi i domiciliari con l’ausilio di un braccialetto elettronico.
Nel corso dell’interrogatorio dopo l’arresto, l’imputato aveva ammesso le proprie responsabilità e detto: "Mi assumo la piena responsabilità di aver fatto questo gesto istintivo e sconsiderato, valutando male la situazione da soggetto immaturo", esprimendo rammarico e chiedendo scusa alla famiglia del vigile.
La difesa ha sostenuto che il ragazzo si è reso conto delle conseguenze solo in un secondo momento e che la fuga sarebbe stata dettata dal timore di una perquisizione per pochi grammi di droga che aveva con sé. Nell’ambito della stessa operazione gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati altre tre persone con l’accusa di favoreggiamento.