Milano · 15 Ottobre 2026

Addio a Silvano Larini, è morto a Milano a 91 anni: noto per il ruolo in Mani Pulite

Ex ad di Lombardia Risorse e proprietario di Borsalino, il suo coinvolgimento nella Tangentopoli comprende il cosiddetto 'Conto Protezione' alla Ubs; necrologio firmato dalla terza moglie il 15 ottobre 2026.

Addio a Silvano Larini, è morto a Milano a 91 anni: noto per il ruolo in Mani Pulite
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Silvano Larini è morto a Milano all’età di 91 anni. Il suo nome era tornato alla ribalta soprattutto per il coinvolgimento nell'inchiesta Mani Pulite e per i legami con il Partito socialista e il suo leader Bettino Craxi.

Negli anni ’90 Larini è stato amministratore delegato di Lombardia Risorse, la società regionale attiva nel settore dell'energia. Era anche titolare della quota di maggioranza di Borsalino, il celebre cappellificio di Alessandria, che per alcuni anni fu gestito dalla sua terza moglie, Viviana Lecchi, descritta nella fonte come ex modella e stilista. Sul Corriere, il 15 ottobre 2026, Lecchi ha firmato il necrologio con la dicitura: “Architetto.- Pittore.- Designer.- Genius loci.- Naturalista.- Dieep and refined thinker.- Per sempre Viviana”.

Nel maggio del 1992 per Larini fu emesso un mandato di cattura nell'ambito dell'inchiesta di Tangentopoli. Latitante all'estero, si consegnò l'anno successivo, nel 1993, a Ventimiglia al pubblico ministero Antonio Di Pietro.

Durante le indagini Larini venne indicato come l'«esattore» delle tangenti milanesi per conto del Partito socialista. È risultato titolare del cosiddetto "Conto Protezione", attivo per qualche tempo dal 1979 presso la banca svizzera Ubs: gli estremi del conto erano stati rinvenuti, secondo la fonte, in un appunto trovato nella casa di Licio Gelli all'epoca dell'indagine sulla P2, e si accertò che il conto sarebbe stato utilizzato dal Psi.

Le rivelazioni rese da Larini ebbero rilevanza politica: indussero, secondo la fonte, l'allora ministro della Giustizia e vice segretario del partito Claudio Martelli alle dimissioni, e contribuirono a far condannare diversi politici e altre figure coinvolte nell'epoca.

Sul piano giudiziario, Larini venne condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi; in Appello è stato riconosciuto un condono di 4 anni, misura confermata dalla Cassazione, secondo quanto riportato dalla fonte.

Fonte: Raccontiamo Milano

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