Milano · 14 Ottobre 2026

Motivazioni depositate: la Corte d'Appello di Milano conferma l'assoluzione per i saluti a Ramelli

Secondo la corte i gesti erano commemorativi e non idonei a favorire la riorganizzazione del partito fascista disciolto; la decisione riguarda il corteo del 29 aprile 2019

La Corte d'Appello di Milano ha reso note le motivazioni della sentenza dello scorso luglio che ha assolto 23 persone imputate per manifestazione fascista. La decisione riguarda la partecipazione alla cerimonia del 29 aprile 2019 in memoria di Sergio Ramelli.

La corte ha osservato che non basta rilevare come "il gesto sia simbolicamente riconducibile al bagaglio ideologico del fascismo": occorre invece che, "nel contesto in cui viene compiuto", il comportamento sia "concretamente idoneo a provocare adesioni e consensi favorevoli alla riorganizzazione del partito disciolto". Nel caso esaminato, i magistrati hanno ritenuto che le condotte fossero di natura commemorativa e rivolte esclusivamente ai defunti in segno di omaggio, senza elementi di proselitismo o di riorganizzazione, e quindi prive di rilevanza penale.

L'assoluzione in appello ha confermato la sentenza di primo grado, dalla quale era però stato presentato ricorso dalla procura. La vicenda prende le mosse dal corteo annuale per ricordare Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù ucciso nel 1975 da un commando di Avanguardia Operaia.

La Corte d'Appello segnala inoltre che, per una commemorazione analoga avvenuta nel 2018, un'altra sezione aveva recentemente emesso 13 condanne a quattro mesi per altrettanti militanti. In quel caso la sostituta procura generale Olimpia Bossi aveva chiesto la condanna valorizzando la pronuncia delle sezioni unite della Corte di Cassazione del 2024 sul reato di manifestazione fascista previsto dalla legge Scelba.

Fonte: Raccontiamo Milano

Torna a Milano