Corte d'appello di Milano annulla la condanna a Ilaria Salis: il processo torna al primo grado
Il collegio lavoro presieduto da Silvia Marina Ravazzoni ha ritenuto inesistente la notifica e violato il diritto di difesa; decisione del 14 ottobre 2026
La corte d'appello di Milano, sezione lavoro, ha annullato la sentenza di primo grado che condannava l'eurodeputata Ilaria Salis, esponente di Avs, a risarcire due ex collaboratori per circa 300mila euro. La decisione è stata adottata mercoledì 14 ottobre 2026 dal collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni.
Nel procedimento di primo grado, svolto in contumacia lo scorso marzo, i due ex collaboratori avevano ottenuto il risarcimento sostenendo di essere stati licenziati senza giusta causa. Gli avvocati di Salis hanno invece impugnato la validità del verdetto contestando la notifica del provvedimento.
Secondo la difesa, la sentenza era stata pronunciata "all'esito di un giudizio instaurato mediante notificazione inesistente": sarebbe stato effettuato un solo tentativo dell'ufficiale giudiziario nonostante la presenza di una residenza nota e di un indirizzo Pec conosciuto. Gli avvocati hanno parlato di "contumacia inconsapevole", sostenendo che ciò ha impedito alla loro assistita di esercitare pienamente il diritto di difesa e di esporre elementi relativi al "deterioramento del rapporto fiduciario" con i collaboratori.
La corte d'appello ha accolto le eccezioni sollevate dalla difesa, dichiarando nulla la precedente sentenza e disponendo il rinvio del caso al tribunale di primo grado per un nuovo giudizio.
A dare notizia dell'annullamento è stata la stessa eurodeputata, che in un post sui social ha scritto: "Sentenza annullata. Riconosciute le mie ragioni".