Processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi: in aula le versioni di Ferdico e Simoncini, emergono accuse sul ruolo di Mauro Nepi
Davanti alla Corte d'Assise di Milano resoconti sul delitto dell'ex capo della Curva Nord; fissate le prossime udienze del procedimento
Il processo per l'omicidio di Vittorio Boiocchi, storico leader della Curva Nord dell'Inter ucciso a colpi di pistola sotto casa nell'ottobre del 2022, si è avvicinato alle fasi conclusive con audizioni di rilievo davanti alla Corte d'Assise di Milano.
In aula hanno testimoniato il collaboratore di giustizia Gianfranco Ferdico e Andrea Simoncini, indicato dagli investigatori come uno dei due esecutori materiali dell'agguato. Ferdico, padre dell'ex capo ultrà Marco — anch'egli pentito insieme all'altro ex leader Andrea Beretta — ha confermato quanto già dichiarato in precedenti verbali, riconoscendo però di essere stato «succube del figlio» pur ribadendo la propria corresponsabilità nelle fasi operative e strategiche che hanno condotto al delitto con l'aggravante mafiosa.
Ferdico ha inoltre fornito dettagli sul ruolo attribuito a Mauro Nepi, uno degli ultrà arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulla gestione degli spalti di San Siro. Secondo la sua ricostruzione, Nepi era interessato ai profitti legati alla curva e si sarebbe detto disponibile a fare da "vedetta" per segnalare il momento in cui Boiocchi lasciava lo stadio per tornare a casa, dove poi sarebbe avvenuto l'agguato mortale.
Anche Andrea Simoncini ha preso la parola in aula, confermando un quadro processuale nel quale, secondo quanto riferito, la quasi totalità degli imputati avrebbe ammesso responsabilità relative sia all'esecuzione sia al mandato dell'omicidio.
Il calendario delle prossime udienze prevede l'apertura del processo con rito stralcio a carico di Mauro Nepi il 20 ottobre, seguita dalla riunione con il procedimento principale che riprenderà il 4 novembre. La fase dibattimentale dovrebbe concludersi prima della fine dell'anno: i pubblici ministeri della direzione distrettuale antimafia, Paolo Storari e Pasquale Ammendola, terranno la loro requisitoria con le richieste di condanna nell'udienza fissata per il 15 dicembre.
Si ricorda che il procedimento è tuttora in corso e che gli imputati conservano la presunzione di innocenza fino a un'eventuale condanna definitiva.