Caso Garlasco, la difesa di Andrea Sempio ascolta intercettazioni a Pavia: richiamato un provvedimento della Corte d'Assise d'Appello di Milano del 2017
I legali sono tornati al Tribunale di Pavia per l'ascolto di conversazioni classificate come 'non rilevanti'; nel fascicolo figura un provvedimento firmato dall'allora presidente Barbara Bellerio
I legali di Andrea Sempio — iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco — si sono recati al Tribunale di Pavia per l'ascolto di intercettazioni raccolte dagli inquirenti e finora classificate come "non rilevanti".
All'uscita dal palazzo di giustizia l'avvocato Angela Taccia, che assiste Sempio insieme al collega Liborio Cataliotti, ha espresso fiducia: "È emerso qualcosa di interessante, che potrà aiutarci a chiarire meglio il contesto", e ha annunciato che la difesa tornerà nei prossimi giorni per completare l'ascolto del materiale audio.
I difensori stanno ultimando la memoria di controdeduzioni, il cui termine di presentazione è fissato per il 18 ottobre, a seguito dell'avviso di chiusura indagini notificato dalla procura di Pavia lo scorso 28 settembre. La difesa ha dichiarato che il lavoro si concentra sugli accertamenti tecnici ed elettroforetici svolti nel corso degli anni.
Per evitare inconvenienti formali o problemi di rete la difesa ha anche annunciato una cautela sulle scadenze: "Depositeremo telematicamente uno o due giorni prima del 18"; Taccia ha aggiunto: "Non ci fidiamo dei depositi telematici, quindi faremo il doppio deposito, sia io che l'avvocato Cataliotti, per la massima sicurezza".
La linea difensiva, ha spiegato l'avvocato, si fonda su un principio di trasparenza: "Se c'è qualcosa di opaco va accertato, per il bene della verità, non solo processuale ma anche fattuale, perché poi ci vanno di mezzo tutti. Il primo tra tutti, in questo momento, è Andrea Sempio".
Parallelamente al fronte pavese, negli atti della nuova chiusura indagini è richiamato un provvedimento firmato il 14 settembre 2017 dall'allora presidente della Corte d'Assise d'Appello di Milano, Barbara Bellerio. In quell'occasione i giudici milanesi dichiararono inammissibile un'istanza presentata dai legali di Alberto Stasi — condannato in via definitiva per il delitto — che chiedevano di acquisire dal Ris di Parma i dati grezzi, le impronte di confronto e i tracciati elettroforetici relativi ai primissimi accertamenti del 2007.
Il provvedimento chiariva che quei dati non trasmessi in allegato alle consulenze ufficiali non costituivano un'omissione formale o un'irregolarità, ma derivavano dalla prassi del reparto speciale dell'Arma di "non trasmettere dati ritenuti superflui", pur essendo stati esaminati nel pieno rispetto del contraddittorio tra le parti. La Corte specificava comunque che "nulla osta al rilascio delle copie".
Secondo gli atti, quei dati grezzi — recentemente ottenuti dalla difesa di Stasi e focalizzati su due tracciati di Dna estratti dai pedali della bicicletta — rappresentano oggi uno dei perni dell'attenzione degli investigatori nel nuovo capitolo giudiziario.