Tar Lombardia boccia i ricorsi: via libera alla vendita di San Siro a Inter e Milan
La quinta sezione del Tribunale amministrativo ha respinto o dichiarato inammissibili le istanze di comitati e residenti, conferma la vicesindaca Scavuzzo
Il Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia ha respinto i ricorsi presentati da comitati e gruppi di cittadini contro la vendita dello stadio San Siro e delle aree circostanti da parte del Comune di Milano a Inter e Milan.
I giudici della quinta sezione, Mieli, Bini e Plantamura, hanno rigettato o dichiarato inammissibili le istanze promosse dal Gruppo Verde San Siro e dal ricorso collettivo coordinato dall’avvocata Veronica Dini. Tra i promotori di quest’ultimo figuravano il Comitato promotore del referendum per San Siro e l’associazione Le Giardiniere di Piazza d’Armi. I magistrati hanno rilevato un difetto di legittimazione a impugnare la delibera di vendita per alcune delle istanze presentate.
Il ricorso del Gruppo Verde San Siro e di circa duecento residenti, che puntava all’annullamento delle delibere comunali sullo schema di compravendita dell’area, è stato dichiarato inammissibile per carenza d’interesse. I vari ricorsi erano stati riuniti in un unico procedimento amministrativo. L’ex vicesindaco Luigi Corbani si era in precedenza sfilato dal gruppo degli appellanti collegati al comitato Sì Meazza.
La vendita dello stadio è descritta come il tassello finale di un percorso avviato nel 2019 con le prime proposte di riqualificazione presentate dai due club. La decisione del Tar consente al progetto dei club per la realizzazione del nuovo impianto di proseguire.
Commentando la sentenza, la vicesindaca di Milano con delega alla Rigenerazione urbana, Anna Scavuzzo, ha dichiarato: “Su San Siro il Tar della Lombardia ha parlato chiaro: il Consiglio comunale ha lavorato nel rispetto delle regole. Cinque sedute di Commissione, oltre quindici ore di discussione in Aula, un confronto lungo e vero. La delibera è stata esaminata correttamente e il ricorso sulla procedura è stato respinto nel merito. Gli altri ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. Rispetto chi ha scelto di rivolgersi ai giudici. Ma oggi c’è anche un dato politico: su San Siro la città ha discusso, si è confrontata e alla fine ha scelto. Quel confronto non è stato tempo perso. Ha migliorato il progetto e fissato impegni precisi”.
“Adesso - aggiunge Scavuzzo - tocca rispettarli: metà dell’area a verde, risorse per le opere pubbliche, controlli antimafia rigorosi e massima attenzione alla qualità dei lavori e del cantiere. Ora abbiamo la responsabilità di realizzare al meglio ciò che è stato deciso”.