Arrestato a Milano dopo l'aggressione alla Stazione Centrale: indagato per atti persecutori, lesioni aggravate e violenza sessuale
L'aggressione dell'8 settembre ha fatto emergere, secondo le indagini della polizia locale, mesi di presunte percosse, controlli ossessivi e abusi; la custodia cautelare è stata eseguita il 30 settembre.
La sera dell'8 settembre, nei pressi della Stazione Centrale di Milano, un uomo avrebbe colpito con un pugno in faccia la compagna. L'indagato è un 36enne di origine romena; è stato poi posto in carcere con l'accusa di atti persecutori, lesioni personali aggravate e violenza sessuale.
Gli accertamenti della polizia locale sono partiti in seguito all'aggressione di settembre. Le indagini e le testimonianze raccolte hanno ricostruito un quadro di mesi caratterizzati, secondo quanto emerso, da percosse, minacce e controlli ossessivi. Sempre dalle indagini risulterebbe che l'uomo avrebbe obbligato la compagna, una cittadina italiana di 22 anni, a subire rapporti sessuali senza consenso.
Il gip di Milano ha ritenuto sussistere il rischio di reiterazione del reato e, richiamando la pericolosità sociale e l'incapacità di autocontrollo dell'uomo, aggravata dall'abuso di alcol e sostanze stupefacenti, ha disposto la custodia cautelare in carcere. L'ordinanza è stata eseguita dalla polizia locale di Milano il 30 settembre.
Sono accuse e risultanze investigative; la persona arrestata è destinataria di un provvedimento cautelare e resta da accertare la verità processuale nel rispetto della presunzione di innocenza.