Milano · 01 Ottobre 2026

Aggressione al Rabbino di via Soderini: due dei tre giovani rimpatriati, uno sotto obbligo di firma

Il ministro Piantedosi conferma il rimpatrio di due cittadini stranieri; il fatto era avvenuto il 16 settembre alla fermata autobus di Bande Nere

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha reso noto nella serata di giovedì 1° ottobre, con un post su X, che due cittadini stranieri coinvolti nell’aggressione al Rabbino Capo della Sinagoga di via Soderini sono stati rimpatriati. «Non c'è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato», ha scritto il ministro.

L’episodio risale al pomeriggio di mercoledì 16 settembre e si è svolto presso una fermata dell’autobus nella zona di Bande Nere. Il religioso ha raccontato a Bet Magazine Mosaico-Cem di essere stato circondato da tre giovani che, usando parole in una lingua che lui non comprendeva, lo avrebbero provocato. Secondo la sua ricostruzione, uno di loro gli avrebbe tolto il cappello, lo avrebbe indossato ridendo e poi «uno mi ha dato un calcio da dietro spingendomi dal marciapiedi alla strada». Il sessantenne si è poi recato in questura per sporgere denuncia e non ha avuto bisogno di ricovero ospedaliero.

La polizia ha identificato i tre giovani poco dopo: un 20enne, suo fratello 21enne e un 19enne. Il 20enne accusato dell’aggressione era stato arrestato ed è stato sottoposto all’obbligo di firma due volte alla settimana. Il processo per propaganda e istigazione all'odio razziale è fissato per il 12 novembre. Per i tre era stato inoltre disposto dal questore un foglio di via di un anno da Milano.

Uno dei tre giovani ha negato le accuse nei giorni successivi, sostenendo che nella denuncia «c'è scritto che lo abbiamo preso a calci. Hanno descritto un film» e aggiungendo che «se vedono le videocamere, eravamo fermi. Nessuno ha tirato un pugno o l'ha colpito all'inguine». Parlando con i giornalisti a Palazzo di Giustizia, lo stesso ragazzo ha detto che l'uomo «ha l'età di mio padre, non gli alzerei mai le mani, ho imparato l'educazione apposta» e ha spiegato che i tre stavano girando dei video per TikTok per passare il tempo in attesa di un amico. Secondo la sua versione, uno dei tre avrebbe fatto una «spazzata», una sorta di sgambetto che non avrebbe fatto cadere la vittima.

La ricostruzione ufficiale e le misure adottate dalla polizia e dalla magistratura restano quelle comunicate dalle autorità e riportate nelle dichiarazioni pubbliche.

Fonte: Raccontiamo Milano

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