Milano · 29 Settembre 2026

Corte d’Appello di Milano: non è prescritta la pena per Raffaele Ventura dopo il fermo a Parigi del 2017

I giudici accolgono la tesi della procura generale: la detenzione temporanea del 17 luglio 2017 ha azzerato i termini della prescrizione

La Corte d’Appello di Milano ha dichiarato non prescritta la pena di 14 anni inflitta a Raffaele Ventura per il concorso morale nell’omicidio del vicebrigadiere di polizia Antonio Custra, ucciso a Milano durante le manifestazioni del 14 maggio 1977. La decisione segue il ricorso della procura generale, rappresentata dalla procuratrice Francesca Nanni.

Al centro della decisione vi è il fatto verificatosi il 17 luglio 2017: in quella data la polizia di Parigi procedette a una «temporanea detenzione per diverse ore» di Ventura, poi rilasciato per effetto della riserva prevista dalla normativa francese che limita l’applicazione del Mandato di Arresto Europeo ai fatti successivi alla sua entrata in vigore. I giudici milanesi hanno ritenuto che quel fermo — indicato come di tre ore — abbia costituito una «limitata ma significativa limitazione della libertà personale» e abbia dimostrato che l’imputato era a conoscenza del motivo del fermo, ossia l’esecuzione della condanna definitiva per il delitto Custra, passata in giudicato il 27 settembre 1996.

Secondo la Corte, l’intervento delle autorità francesi ha quindi avuto efficacia interruttiva della prescrizione: il conteggio dei termini è stato azzerato e ha ricominciato a decorrere dal 2017.

La difesa di Ventura, assistita dall’avvocato Davide Steccanella, ha contestato la valutazione dei giudici e annunciato il ricorso alla Corte di Cassazione. L’imputato, 76 anni e da anni residente a Parigi, attenderà in stato di libertà la decisione della Cassazione e con ogni probabilità resterà in Francia, dove oltre tre anni fa era stato rifiutato il provvedimento di estradizione.

L’avvocato Steccanella ha dichiarato: "Andrò in Cassazione per farmi spiegare come sia possibile ritenere come inizio dell'esecuzione della pena per l'omicidio Custra del 14 maggio 1977 una sosta di tre ore in una stazione di polizia senza vedere un giudice. Un fermo avvenuto in forza di un mandato di arresto europeo dove vengono indicate condanne per fatti commessi fino al 1976 - quindi un anno prima - e senza alcun riferimento non solo a Custra, ma neppure al reato di omicidio."

Fonte: Raccontiamo Milano

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