Milano · 28 Settembre 2026

Presidio in via Padova blocca lo sfratto: famiglia con tre minori ottiene proroga al 19 novembre

Una quarantina di persone tra residenti, associazioni e rappresentanti politici hanno impedito l'esecuzione dell'atto in via Padova 51

Un presidio in strada ha fermato, almeno per ora, l'esecuzione di uno sfratto per finita locazione in via Padova 51, a Milano. Circa quaranta persone tra residenti, attivisti, esponenti politici e rappresentanti sindacali si sono riunite lunedì mattina ottenendo il rinvio del provvedimento, ora posticipato al 19 novembre.

La misura riguarda un nucleo familiare composto da genitori e tre figli minori, residente nello stabile da circa dieci anni. I bambini frequentano la vicina scuola elementare “Cappelli” e il preside era presente al presidio; il padre gestisce un piccolo negozio di alimentari nella stessa via.

Nonostante la presenza di un'occupazione e il regolare versamento del canone concordato (pari a 600 euro al mese), per la famiglia è stato finora impossibile trovare una nuova sistemazione nel mercato libero milanese, a causa dei costi e delle barriere d'accesso per gli affitti in città.

Negli ultimi mesi la coppia ha presentato domanda per le graduatorie dell'edilizia residenziale pubblica a canone moderato, per le misure di emergenza abitativa e per l'assegnazione di un alloggio temporaneo (Sat), senza però aver ancora ottenuto un riscontro o un'alternativa concreta.

Il presidio è stato organizzato dall'associazione “Abitare in via Padova”, insieme ai sindacati inquilini Sicet e Unione Inquilini. Alla manifestazione hanno partecipato, tra gli altri, i consiglieri comunali Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara (dei Verdi) e Federico Bottelli (del Pd), oltre ai candidati alle primarie del centrosinistra Carlotta Cossutta e Lorenzo Pacini.

Dura la presa di posizione dei rappresentanti politici presenti. “La famiglia paga l'affitto e ci sono dei bambini che hanno cominciato l'anno scolastico qui vicino. Dall'altro lato c'è una proprietà che ha comprato diversi appartamenti e ha fretta di sfrattare non per urgenza abitativa ma per speculazione. Serve una moratoria sugli sfratti per fermare ingiustizie simili”, hanno affermato i consiglieri Gorini e Cucchiara.

Sulla stessa linea il commento di Carlotta Cossutta: “Non è un caso isolato, ma l'ennesimo esempio di una Milano respingente. È inaccettabile che una famiglia con tre minori finisca in strada nel silenzio delle istituzioni. Il Comune deve esercitare un ruolo di governo pubblico: servono percorsi di regolarizzazione per necessità abitativa, blocco degli sfratti per fine locazione, l'attivazione di zone di protezione speciale contro la speculazione e lo sblocco delle case popolari inutilizzate”.

La proroga ottenuta concede ora qualche settimana di tempo per cercare una soluzione ponte idonea prima del 19 novembre.

Fonte: Raccontiamo Milano

Torna a Milano