Milano · 28 Settembre 2026

Piazzale Gambara, ultime dichiarazioni di Raffaele Mascia in aula prima della sentenza

La procura ha chiesto l'ergastolo per omicidio e tentato omicidio; i giudici si sono ritirati in camera di consiglio

«Mi sono sentito schiacciato dalla paura, ho avuto paura di non farcela, me li sono trovati addosso, ho reagito e perso la testa, mio padre è anziano. Non sono un pazzo né un killer e son qua per essere giudicato». Sono le ultime dichiarazioni spontanee rese in aula da Raffaele Mascia, 22 anni, prima del verdetto atteso nelle prossime ore davanti alla Corte d'Assise di Milano.

L'imputato è processato con l'accusa di avere impugnato una pistola il 15 febbraio 2025 all'interno della panetteria di famiglia in piazzale Gambara, e di avere ucciso il 49enne ucraino Ivan Disar e ferito il connazionale 26enne Pavel Koresko.

Il pubblico ministero Carlo Enea Parodi ha chiesto la condanna all'ergastolo per le accuse di omicidio e tentato omicidio, entrambe aggravate dai futili motivi. I giudici si sono quindi ritirati in camera di consiglio per la sentenza.

Secondo la ricostruzione degli accertamenti della polizia di Stato citata dall'udienza, l'imputato avrebbe fatto fuoco infastidito dalla presenza dei due clienti nel locale; gli investigatori hanno definito la reazione sproporzionata.

La procura ha inoltre chiesto di trasmettere gli atti alla corte per valutare le deposizioni del padre dell'imputato. Mascia aveva dichiarato in aula di essere stato minacciato di morte insieme al genitore prima degli spari, circostanza che secondo gli atti d'indagine non ha riscontri: una donna presente al momento dei fatti insieme ai due clienti ha riferito di non avere udito frasi intimidatorie rivolte ai gestori.

Fonte: Raccontiamo Milano

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