Milano · 22 Settembre 2026

Dieci anni al compagno di Hanna Herasimchyk: i giudici sulla 'tossicità' della relazione

La sentenza motivata parla di esasperazione e cita la miocardite accertata nella vittima; l'uomo era stato inizialmente arrestato per omicidio volontario

La Corte ha inflitto a Marek Konrad Daniec, 43 anni, camionista di nazionalità polacca, la pena di 10 anni di reclusione, la sanzione minima prevista per l'omicidio preterintenzionale, per la morte della compagna Hanna Herasimchyk, 46 anni, ex ballerina bielorussa, trovata senza vita nell'appartamento della coppia a Pozzuolo Martesana, nell'Est Milano. Lo si apprende dalle motivazioni della sentenza.

Daniec era stato arrestato con custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario, ma una consulenza tecnica ha escluso il dolo. L'uomo è stato successivamente scarcerato e posto ai domiciliari. Secondo gli esperti citati nella perizia, la causa della morte sarebbe stata una miocardite di cui la donna era affetta e che non risultava nota al compagno.

Nel ricostruire la lite fatale i giudici indicano che l'uomo avrebbe colpito ripetutamente la compagna, con probabilità di averla anche fatta cadere e forse premendole la mano sulla bocca. La perizia non ha accertato con certezza se la morte sia avvenuta per soffocamento o strangolamento; sulla base di questa incertezza la Procura aveva chiesto di escludere il dolo e la linea è stata recepita dal collegio giudicante.

Le motivazioni collegano la condotta dell'imputato a uno stato di esasperazione e frustrazione, «corroborato dai “tentativi di sottrarsi alle prevaricazioni”» della compagna. I giudici sottolineano come, nell'ultimo periodo della convivenza, la donna avesse accusato problemi di salute — tra tremori e cali di vista — e come l'uomo avesse cercato di limitarne l'uso di alcol. I frequenti litigi e quella che la sentenza definisce «condotta francamente provocatoria» della donna sono richiamati come elementi che hanno determinato la «tossicità» della relazione e la possibilità, seppure non voluta, «di un evento estremo».

Fonte: Raccontiamo Milano

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