Milano · 22 Settembre 2026

Inchiesta 'Ops': arrestati a Milano gli imprenditori Ciro Di Meglio e Luca Carleo

La gip Giulia D’Antoni ha ordinato il carcere; il pm Nicola Rossato ipotizza una frode finanziaria da circa 30 milioni. Coinvolte 35 persone e otto interdittive.

Gli imprenditori Ciro Di Meglio e Luca Carleo sono stati tradotti in carcere su ordinanza della gip Giulia D’Antoni del tribunale di Milano nell’ambito dell’inchiesta denominata 'Ops'. Secondo la procura di Milano, coordinata dal pm Nicola Rossato, i due sono sospettati di aver orchestrato una vasta frode finanziaria su società quotate in Borsa a Milano, valutata complessivamente in circa trenta milioni di euro. Al momento le persone indagate sono 35.

Le società controllate dai due imprenditori erano tre società quotate connesse a quanto viene definito il «gruppo Ops», che comprende anche quotidiani locali ex Netweek, come il Giornale di Monza e altri testate locali.

La gip ha inoltre emesso otto misure interdittive dall’esercizio di attività imprenditoriale o da incarichi direttivi nei confronti di altrettanti indagati. Tra questi figurano il presunto prestanome Angelo Di Lorenzo, indicato come presidente della Orion Capital, e la commercialista Serena Plebani, per la quale era stata richiesta la misura degli arresti domiciliari. Le interdittive riguardano anche una serie di amministratori: Filippo Fanelli, Fabio Del Corno, Rosalba Chielli, Marco Gnecchi, Erika Mazzitelli e Massimo Cristofori.

Lo scorso 11 settembre, durante l’interrogatorio preventivo davanti alla gip, Ciro Di Meglio e Luca Carleo hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere.

La vicenda ha riguardato anche l’attività politica di Luca Carleo: secondo quanto riportato, Carleo era entrato in Futuro Nazionale del generale Vannacci e aveva ottenuto la nomina a vice coordinatore lombardo, carica dalla quale si è dimesso dopo l’esplodere dell’inchiesta e la richiesta di incarcerazione.

Le persone coinvolte restano indagate e godono della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

Fonte: Raccontiamo Milano

Torna a Milano