Equalize: la procura di Milano chiede il processo per 74 indagati
Manager, avvocati e volti noti coinvolti nell’inchiesta; cinque posizioni stralciate e atti su un generale inviati a Roma
La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per 74 dei 81 indagati destinatari dell’avviso di chiusura delle indagini preliminari notificato ad aprile 2026 nell’ambito dell’inchiesta nota come Equalize.
Tra le persone per le quali è stata richiesta l’imputazione figurano Leonardo Maria Del Vecchio, il banchiere Matteo Arpe e Giacomo, indicato come fratello dell’atleta Filippo Tortu. Nell’elenco compaiono inoltre manager di multinazionali e diversi avvocati di studi legali internazionali che, secondo gli atti, si sarebbero rivolti alla società presieduta da Enrico Pazzali per ottenere controlli su persone di loro interesse mediante pratiche ritenute illecite.
Cinque posizioni sono state stralciate in vista di possibili patteggiamenti; tra queste figura quella dell’ex vicepresidente di Sea, Pierfrancesco Barletta. Gli atti relativi al generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù, indagato per aver fatto eseguire presunti controlli abusivi su richiesta di Pazzali, sono stati trasmessi alla procura di Roma per questioni di competenza territoriale.
I carabinieri del Ros di Milano hanno individuato 832 parti offese nell’inchiesta. Tra le persone segnalate come lese risultano nomi noti, tra cui Marcell Jacobs, Alex Britti, Stefano Boeri, Fabrizio Corona e Selvaggia Lucarelli.
Ad aprile i magistrati milanesi, con l’apporto dei colleghi della Pna, avevano già chiesto il processo per Enrico Pazzali e altri indagati — tra cui tecnici informatici e appartenenti alle forze dell’ordine — accusati, secondo l’impianto accusatorio, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati informatici, tra cui l’accesso abusivo a banche dati sensibili come Sdi, Serpico e Punto Fisco.