A Milano avviata l'analisi forense dei cellulari degli agenti della Polizia locale arrestati
Copia forense dei dispositivi di Ilenja Sabato e di quattro colleghi; l'inchiesta riguarda un arresto a Corsico e la presunta sottrazione di 1.450 euro.
Il 14 agosto 2026 sono stati avviati gli accertamenti tecnici non ripetibili sui cellulari sequestrati ai cinque agenti della Polizia locale di Milano indicati nell'inchiesta: la comandante Ilenja Sabato e i componenti del suo gruppo Denni Dileo, Mattia Rignanese, Rosario Piscopo e Vincenzo Compagnone.
Il primo intervento sarà la copia forense dell'intero contenuto dei telefoni. Successivamente verranno individuate parole chiave ritenute utili alle indagini da estrarre dai dispositivi, operazione che richiederà tempo dato l'ampio materiale presente (chat, mail, video e foto).
I legali degli indagati auspicano che la selezione dei dati avvenga con un confronto tra le parti e hanno dichiarato di confidare che qualsiasi criterio verrà adottato potrà restituire elementi a favore dei loro assistiti: «non hanno preso neanche un euro, mai. I cellulari contengono elementi che possono dimostrarlo», hanno affermato i difensori.
Intanto ieri tutti gli agenti ancora detenuti nel carcere di San Vittore hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame. Per la comandante Sabato sono stati disposti i domiciliari nei giorni scorsi.
L'udienza al Riesame potrebbe essere fissata già a fine agosto: i tempi dipendono dal pubblico ministero di Milano Giovanni Tarzia. Dal momento in cui il Riesame riceverà gli atti dalla Procura, i giudici hanno dieci giorni di tempo per fissare l'udienza in cui le difese intendono presentare le proprie indagini.
Al centro dell'inchiesta c'è il gruppo di agenti che il 26 luglio ha arrestato un pusher di origine nordafricana. Per chi indaga si tratta di un arresto illegale, ritenuto tale perché avvenuto a Corsico, quindi fuori dal raggio d'azione della Polizia locale di Milano, a cui sarebbe seguita la sottrazione di 1.450 euro.