Milano · 05 Settembre 2026

A Milano minacce a Fabrizio Corona: un 20enne fermato in piazza Piola

L'ex fotografo denuncia richieste estorsive per 500 euro con minacce rivolte al figlio; un giovane è indagato a piede libero

A Milano minacce a Fabrizio Corona: un 20enne fermato in piazza Piola

Nella nottata tra il 4 e il 5 settembre 2026 l'ex fotografo Fabrizio Corona si è recato in questura a Milano per presentare una denuncia dopo avere ricevuto messaggi e chiamate con minacce rivolte al figlio primogenito Carlos, 24 anni. Secondo quanto riferito dallo stesso Corona, nei messaggi era richiesta la consegna immediata di 500 euro.

Corona ha mostrato agli agenti le comunicazioni ricevute sul telefono. Dalle ricostruzioni riportate dalla stampa, l'estorsione sarebbe stata chiesta da due conoscenti del figlio.

La vittima ha fissato un appuntamento con i presunti estorsori nella zona di Città Studi e ha informato la polizia. Dall'ufficio prevenzione generale sono partite due volanti che hanno seguito a breve distanza il suv di Corona e si sono posizionate nei pressi del luogo concordato, con fari e lampeggianti spenti.

All'arrivo, due giovani sono usciti dall'ombra tra vetture in sosta e si sono avventati contro il Range Rover di Corona: uno dei due avrebbe impugnato una catena colpendo il parabrezza e frantumandolo. Gli agenti sono intervenuti immediatamente e hanno bloccato il responsabile, impedendogli di utilizzare uno spray urticante che aveva con sé; il complice è riuscito a fuggire a piedi dopo un breve inseguimento.

Il fermato è un 20enne milanese, descritto come figlio di un noto giornalista televisivo, ritenuto il presunto autore delle chiamate e dei messaggi minatori. È stato individuato anche il secondo ragazzo, di 24 anni. Risultano ancora da chiarire i motivi della richiesta estorsiva e dell'agguato, benché i giovani risulterebbero conoscenti del figlio di Corona.

Al termine degli accertamenti il 20enne è stato indagato a piede libero per le ipotesi di reato di tentata estorsione e danneggiamento aggravato. La perquisizione nell'appartamento del ragazzo non ha dato esito positivo per la ricerca di armi, dopo che nel suo cellulare erano state trovate fotografie che ne lasciavano ipotizzare il possesso.

Fonte: Raccontiamo Milano

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