Milano · 04 Settembre 2026

Armi da guerra nascoste nei boschi del Milanese: arrestato il presunto capo "Botros" e tre complici

Le indagini sulla sparatoria alle piscine di Seriate hanno portato al ritrovamento di kalashnikov, mitra e droga tra Vittuone e altre località del Milanese

Armi da guerra nascoste nei boschi del Milanese: arrestato il presunto capo "Botros" e tre complici

Le indagini avviate dopo la sparatoria del 21 giugno alle piscine Aquamore di Seriate hanno portato all'individuazione di depositi di armi tra la provincia di Milano e il Novarese. I militari della sezione operativa di Bergamo hanno recuperato un primo nascondiglio tra Vittuone e Cisliano, lungo via Cascina Cascinetta, dove sono stati trovati kalashnikov, fucili d'assalto SIG 550, centinaia di proiettili e dosi di hashish, eroina e cocaina.

Altre armi erano già state sequestrate nei boschi tra Ozzero e Nerviano, insieme a circa 80.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. Un secondo deposito, con fucili d'assalto tipo AK-74 e AR-15, è stato individuato nei boschi di Oleggio Castello (Novara) grazie all'intervento dei carabinieri cacciatori e delle unità cinofile.

Le indagini hanno ricostruito la rete di quello che la procura di Bergamo definisce il presunto gruppo criminale guidato da E.A.B., 27enne noto come "Botros". Dopo l'agguato a Seriate la vettura usata dal commando era stata intercettata tra Corsico e Abbiategrasso e abbandonata a Bareggio durante un inseguimento. La caccia all'uomo ha visto i sospetti muoversi anche in provincia di Pavia: la notte tra il 30 e il 31 luglio alcuni indagati sono sfuggiti a un blitz a Vigevano fuggendo verso Castano Primo e abbandonando l'auto nei campi.

La latitanza di "Botros" e di un presunto complice si è interrotta a fine agosto con l'irruzione dei reparti speciali del Gis in un covo a Vigevano. Gli investigatori hanno inoltre individuato una base a Vermezzo con Zelo e hanno risalito a T.M., 21enne ritenuto il custode del materiale bellico; i carabinieri di Bergamo, con il supporto dei comandi di Legnano e Abbiategrasso, lo hanno pedinato di notte mentre nascondeva armi a Vittuone. Un giovane e un altro presunto complice sono stati bloccati all'interno di un fast food dopo un pedinamento partito da Arluno.

Secondo la procura di Bergamo, le armi e i blitz servivano a controllare le piazze di spaccio nelle aree boschive lombarde. La catena di episodi violenti collegata all'inchiesta comprende anche una spedizione armata a metà giugno nei boschi di San Paolo d'Argon e aggressioni a rivali nell'area tra Cividate e Calcio.

Tutti i fermati sono stati condotti in carcere. L'arsenale e gli elementi repertati sulle auto abbandonate nel Milanese sono stati inviati al Ris di Parma per accertamenti balistici e dattiloscopici.

Fonte: Raccontiamo Milano

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