Tar censura l'inerzia del Comune sul progetto di viale Brenta: accolto il ricorso di Setha Brenta
Il tribunale amministrativo dichiara illegittimo il 'silenzio inadempimento' sulla pratica per il complesso 'Urbaniqa' in zona Lodi; è il secondo richiamo in poche settimane
Il Tar della Lombardia ha accolto il ricorso presentato dalla società Setha Brenta relativo al progetto per una nuova costruzione in viale Brenta 24, nella zona Lodi di Milano, denominata 'Urbaniqa'. I giudici amministrativi hanno censurato l'inerzia dell'amministrazione comunale e dichiarato illegittimo il cosiddetto 'silenzio inadempimento'.
Secondo quanto ricostruito, nel dicembre 2025 il Comune aveva comunicato a Setha Brenta l'interruzione dei termini per il rilascio del titolo edilizio a causa della mancata stipula della convenzione urbanistica. Nel febbraio 2026 la società ha diffidato il Comune a proseguire l'istruttoria e ha trasmesso alla giunta la convenzione da approvare; di fronte alla mancata risposta è stato quindi presentato ricorso al Tar.
I giudici hanno ritenuto illegittima la 'stasi' del procedimento: l'amministrazione "ha l'obbligo" di pronunciarsi positivamente o negativamente e non può rinviare "a tempo indeterminato" l'intero iter, hanno scritto nella decisione.
Si tratta del secondo intervento del Tar nei confronti del Comune sul tema del cosiddetto 'blocco dei cantieri' nelle ultime settimane. Verso la fine di agosto, una sentenza analoga aveva affrontato un progetto in via Cletto Arrighi, a Città Studi, ribadendo che il Comune deve decidere in tempi certi e con motivazioni chiare, pur non essendo obbligato a esprimere un parere favorevole.