Viale Vittorio Veneto: esclusa l'aggravante della minore età nel processo per l'omicidio di un 13enne
La gup Francesca Ballesi ritiene «scusabile» l'errore sulla fascia d'età della vittima; Randi M.D. condannato a 9 anni e 4 mesi
La gup Francesca Ballesi ha motivato l'esclusione dell'aggravante della minore età nel processo per l'omicidio avvenuto in viale Vittorio Veneto a Milano affermando che l'errore sull'età della vittima è «scusabile» alla luce della stazza del ragazzino, alto 1,80 m e del peso di 86 kg. L'imputato è Randi M.D., cubano di 28 anni, condannato con rito abbreviato.
La condanna pronunciata in giugno è di 9 anni e 4 mesi, comprensiva dello sconto di un terzo previsto per il rito abbreviato e del riconoscimento delle attenuanti generiche. Anche la procura, pur avendo chiesto quasi 11 anni di reclusione, aveva richiesto l'esclusione dell'aggravante della minore età.
L'omicidio risale al maggio del 2025 e si consumò nel pomeriggio al termine di una lite riconducibile a una compravendita di sostanze stupefacenti, con l'imputato indicato come acquirente. Il 13enne, ricoverato per gravi ferite al costato e a un polmone, è deceduto dopo circa due settimane.
Dalle indagini è emerso che inizialmente il coltello sarebbe stato nelle mani del minorenne, ma che l'uomo sarebbe poi riuscito a strapparglielo e a colpirlo più volte. La gup ha qualificato il fatto come omicidio volontario con «dolo eventuale», ritenendo però assente l'intenzione a priori di uccidere.
Le attenuanti generiche sono state riconosciute perché l'imputato era incensurato e ha collaborato con le indagini, ammettendo i fatti e permettendo il ritrovamento del coltello, che era stato abbandonato. Ai familiari della vittima sono state riconosciute provvisionali pari a 40.000 euro a testa.
La sentenza e le relative motivazioni sono state depositate dalla giudice Francesca Ballesi.