Milano, presunta frode Iva da 33 milioni legata a import di abiti dalla Cina: due ai domiciliari
La Guardia di finanza ha eseguito un’ordinanza del gip dopo un’indagine partita dall’ufficio Eppo di Venezia; l’accusa riguarda una rete di società intestate a prestanome.
La Guardia di finanza ha eseguito a Milano un’ordinanza emessa dal gip del tribunale del capoluogo lombardo che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di una coppia di cittadini cinesi, secondo quanto riportato dalla fonte. La notizia è stata resa pubblica il 10 agosto 2026.
L’indagine è partita dall’ufficio dell’Ufficio del Procuratore Europeo (EPPO) con sede a Venezia. Gli investigatori descrivono l’ipotesi di una presunta frode cosiddetta «carosello» sul versamento dell’Iva per merce importata dalla Cina.
Secondo la ricostruzione, dal 2019 gli indagati avrebbero organizzato una complessa rete societaria per introdurre ingenti quantitativi di abiti sul territorio italiano ed europeo e rivenderli senza versare l’Iva dovuta, per un ammontare contestato pari a 33 milioni di euro.
Il sistema sarebbe stato basato su una serie di società ritenute fittizie, intestate a prestanome considerati incensurati e privi di reale consistenza economica, utilizzate come schermo per occultare i reali beneficiari delle operazioni di importazione.
Si segnala che si tratta di fatti al momento oggetto di indagine e di una presunta responsabilità: le persone coinvolte sono indagate e la presunzione di innocenza resta pienamente garantita.