Milano · 29 Agosto 2026

Truffa "zero click" su WhatsApp: la polizia postale di Milano lancia l'allarme

La questura di Milano segnala vulnerabilità su device Apple e indica controlli e misure da adottare

Truffa "zero click" su WhatsApp: la polizia postale di Milano lancia l'allarme

La polizia postale ha lanciato un allarme riguardo a una nuova tipologia di truffa su WhatsApp, definita “zero click”, che permette a malintenzionati di accedere all'applicazione senza che la vittima apra link, scarichi allegati o compia altre azioni sullo schermo.

Secondo una nota della questura di Milano, la violazione sfrutta vulnerabilità riscontrate in versioni non aggiornate di iOS e dell'app WhatsApp su dispositivi Apple. Una volta entrati nell'account, i truffatori utilizzano l'elenco delle conversazioni per contattare i contatti della vittima inviando messaggi dal tono urgente nei quali viene richiesto il trasferimento immediato di somme di denaro.

La questura di Milano invita a non inviare denaro in presenza di messaggi sospetti e raccomanda di verificare l'identità del mittente contattando la persona interessata via telefono, su un'altra applicazione di messaggistica o di persona.

Per chi sospetta di essere stato violato, la polizia segnala di controllare la funzione "Dispositivi collegati" nelle impostazioni di WhatsApp: da lì è possibile verificare quali computer o browser sono connessi al proprio numero e scollegare eventuali accessi non autorizzati o non riconosciuti.

Tra le altre precauzioni indicate dalla questura di Milano figurano l'attivazione della verifica in due passaggi, la limitazione del download automatico di contenuti e allegati e la protezione del dispositivo mediante codice, Touch ID o Face ID.

I bug che consentivano l'intrusione sono stati risolti con aggiornamenti del sistema operativo e dell'applicazione: aggiornare all'ultima versione è dunque indicato come misura preventiva per evitare accessi non autorizzati.

La questura di Milano ha ricordato che, in caso di dubbi o per segnalazioni, è possibile rivolgersi alla polizia postale tramite il sito del commissariato di ps online.

Fonte: Raccontiamo Milano

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