Presidio a Milano per la morte di Abderrahim Fakir: corteo vicino alla prefettura
Martedì 21 luglio centinaia di persone si sono radunate a largo 11 settembre; striscioni contro il presunto "razzismo di Stato" e accuse al governo e alle forze dell'ordine
Nel pomeriggio di martedì 21 luglio, a Milano, si è svolto un presidio nei pressi della prefettura, in largo 11 settembre, per protestare contro la morte di Abderrahim Fakir, 42 anni, deceduto il 9 luglio a Bologna durante un intervento delle forze dell'ordine.
Alcune centinaia di persone hanno partecipato alla manifestazione. Sul luogo è stato esposto uno striscione con la scritta: “Verità e giustizia per Abderrahim Fakir, ucciso dal razzismo di Stato”.
Tra gli aderenti alla mobilitazione sono stati segnalati i gruppi Cantiere, Lambretta, Arci Milano, Si Cobas, Fronte della Gioventù Comunista Milano, Coa T28, Comitato antirepressione Milano, Comitato Abba Vive e Cub Trasporti.
Dopo il presidio i manifestanti sono partiti in corteo verso piazza Tricolore, durante il quale è stata lanciata vernice rossa sulla carreggiata e la strada è stata coperta con cartelli contro il governo guidato da Giorgia Meloni e contro le forze dell'ordine.
“A Bologna la polizia uccide e da nessuna istituzione di questo paese è stata pronunciata una parola di condanna o di solidarietà alla famiglia”, è stato detto al megafono. “Meloni, di che accertamento c'è bisogno? Abbiamo visto tutto il video in cui una persona viene ammazzata dalla polizia a sangue freddo con l'ambulanza che guarda. Questo è razzismo di Stato, in un Paese che considera alcune vite sacrificabili. Secondo questo governo la polizia può uccidere nell'impunità. Non si tratta di poche mele marce, ma una cosa che va avanti da decenni”.