Due degli agenti arrestati a Milano erano stati premiati da Regione Lombardia nel 2024
Tra i cinque indagati per peculato, falso e arresto illegale figurano Vincenzo Compagnone e Rosario Piscopo, premiati a Varese per «meriti speciali» relativi al 2023
Due dei cinque agenti della polizia locale di Milano arrestati giovedì per peculato e falso, e indagati per arresto illegale, erano stati premiati da Regione Lombardia nel 2024 a Varese nell’ambito delle celebrazioni per San Sebastiano.
La cerimonia a Varese aveva visto la premiazione di 23 agenti di Polizia locale della regione con la motivazione di essersi distinti «per meriti speciali per episodi avvenuti nel 2023». Tra i premiati figurano il sovrintendente Vincenzo Compagnone e l’agente Rosario Piscopo.
Oltre a Compagnone e Piscopo, gli altri arrestati sono gli agenti Mattia Riganese e Denni Dileo e il commissario Ilenja Sabato. I cinque devono rispondere, a vario titolo, dei reati di arresto illegale, peculato e falso ideologico.
Nella giornata di venerdì 7 agosto si tengono gli interrogatori a San Vittore davanti al giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino.
Pietro Stimolo, legale di uno degli agenti, ha riferito che il proprio assistito ha risposto alle domande del gip e del pubblico ministero e ha respinto ogni accusa. Stimolo ha dichiarato di essere fiducioso circa la possibilità di una modifica della misura cautelare in atto, con la richiesta di revoca o, in subordine, degli arresti domiciliari. Per il suo assistito la contestazione si riferisce a un episodio isolato del 16 luglio, consistente nella sottrazione di 1.400 euro a un uomo arrestato per droga.
Gli avvocati Susanna Ruta Marangoni e Giovanni Briola, che rappresentano alcuni degli indagati, hanno definito la vicenda «particolarmente delicata» e ricordato che le contestazioni sono, allo stato, ipotesi sottoposte al vaglio dell’autorità giudiziaria. La difesa, hanno aggiunto, intende operare con serenità e rigore nelle sedi competenti, nel pieno rispetto degli assistiti, dell’autorità giudiziaria e della collettività.
I legali hanno infine rivolto un invito ai giornalisti perché il diritto di cronaca sia esercitato con misura, correttezza, decoro e umanità, nel rispetto della dignità di tutte le persone coinvolte e del principio di non colpevolezza.