Otto casi di tubercolosi all'Istituto di Medicina Legale della Statale in via Mangiagalli
Coinvolti medici, specializzandi e altro personale; Ats avvia accertamenti mentre l'Associazione liberi specializzandi scrive alla rettrice Marina Brambilla
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, nell'Istituto di Medicina Legale dell'Università Statale di Milano, in via Mangiagalli, sono stati individuati almeno otto casi di tubercolosi tra medici specializzandi, specialisti e altro personale.
Quattro dei casi sarebbero emersi grazie a uno screening mirato. Non risultano ricoveri tra le otto persone coinvolte.
L'Associazione liberi specializzandi ha inviato una lettera indirizzata alla rettrice Marina Brambilla e all'Ispettorato del lavoro, nella quale vengono lamentate presunte violazioni dei protocolli da adottare in situazioni di questo tipo.
Secondo le informazioni disponibili, l'epidemia potrebbe avere avuto origine da un'autopsia eseguita su una persona a rischio tubercolosi, condizione che favorisce la diffusione del batterio; la fonte del contagio non è però ancora stata accertata. L'Ats, in raccordo con l'Università Statale, sta conducendo accertamenti per chiarire anche se i protocolli sono stati rispettati.
La tubercolosi è un'infezione batterica che in genere interessa i polmoni e non provoca sintomi improvvisi. La trasmissione avviene soprattutto con contatti stretti e prolungati in ambienti chiusi con soggetti affetti dalla forma attiva della malattia. Esistono protocolli antibiotici consolidati che permettono la cura dell'infezione e della malattia, con guarigione completa nella quasi totalità dei casi.