Milano · 08 Agosto 2026

Commissaria Ilenja Sabato ai domiciliari, quattro colleghi restano a San Vittore

Il gip Elio Sparacino dispone i domiciliari per Sabato dopo l’interrogatorio del 7 agosto; per gli altri vigili il giudice ravvisa un elevato rischio di inquinamento probatorio

Commissaria Ilenja Sabato ai domiciliari, quattro colleghi restano a San Vittore

Il giudice per le indagini preliminari Elio Sparacino ha disposto i domiciliari per la commissaria della Polizia Locale di Milano Ilenja Sabato, tra i cinque vigili arrestati nei giorni scorsi. La decisione è stata presa dopo l’interrogatorio di garanzia svolto venerdì 7 agosto.

Gli altri quattro agenti arrestati insieme a Sabato — Mattia Rignanese, Denni Dileo, Vincenzo Compagnone e Rosario Piscopo — restano detenuti nel carcere di San Vittore. La procura contesta loro i reati di peculato, falso ideologico e arresto illegale.

Nell’ordinanza il gip motiva la permanenza in carcere dei quattro con “l’elevato rischio di inquinamento probatorio”: secondo il giudice, i quattro avrebbero reso dichiarazioni solo parzialmente confessorie e in alcuni punti taciuto elementi a loro conoscenza, nel tentativo di proteggere gli altri componenti della squadra.

Il gip evidenzia inoltre l’atteggiamento definito ondivago dell’agente Denni Dileo, che avrebbe prima detto di voler rispondere e poi si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. I quattro, si legge nel provvedimento, avrebbero riferito di non ricordare interi passaggi nonostante sia trascorso meno di un mese dai fatti, circostanza che non escluderebbe il rischio di inquinamento probatorio.

Secondo il giudice, invece, la commissaria Sabato ha fornito un’ampia dichiarazione confessoria: avrebbe precisato che tutti gli indagati erano al corrente delle modalità dell’intervento e che l’operazione si sarebbe svolta fuori dal territorio del Comune di Milano, nel Comune di Corsico, dove la Polizia Locale di Milano non può operare. Sabato ha ammesso di aver falsificato i verbali relativi all’arresto effettuato a Milano il primo agosto 2023.

Il gip ha però indicato che restano da verificare alcuni elementi, tra cui l’effettiva estraneità riguardo al malfunzionamento della telecamera del circuito comunale e il comportamento dei superiori con cui la commissaria avrebbe interagito.

La stessa Sabato, sentita dal pubblico ministero Giovanni Tarzia, ha riferito di essersi rivolta a due colleghi che sostituivano il suo diretto superiore per suggerire di chiedere un appuntamento al pubblico ministero dopo le dichiarazioni del pusher sui soldi sequestrati, ma di aver ricevuto un rifiuto. Il gip riporta anche che, secondo l’accusa, la telecamera in via Ludovico il Moro non ha funzionato proprio quando avrebbe dovuto registrare la presenza del pusher caricato in auto da Corsico e poi arrestato illegalmente.

Fonte: Raccontiamo Milano

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