Tar invita il Comune a decidere sui progetti: polemica e richieste di intervento da Assimpredil Ance
La sentenza riguarda un intervento residenziale in via Cletto Arrighi: per l'associazione delle imprese servono tempi certi, digitalizzazione e un piano per l'arretrato
Il Tribunale amministrativo regionale ha deciso sul ricorso relativo a un progetto residenziale in via Cletto Arrighi, affermando che il Comune di Milano non è tenuto ad approvare le proposte private ma è obbligato a pronunciarsi entro tempi certi e con motivazioni chiare.
La sentenza è stata letta dagli operatori del settore come un richiamo alla necessità di accelerare le risposte amministrative. "La sentenza conferma un principio fondamentale: il comune non è obbligato ad approvare un progetto, ma è obbligato a decidere entro tempi certi e con motivazioni chiare", ha commentato Assimpredil Ance.
Secondo l'associazione, "Milano non ha bisogno di meno controlli o di scorciatoie, ma di una Pubblica Amministrazione più forte, capace di concludere i procedimenti e garantire certezza del diritto a cittadini e imprese". Assimpredil Ance ha indicato la necessità di "monitoraggio pubblico delle pratiche, la digitalizzazione dei procedimenti ed una gestione coordinata delle istruttorie", nonché di maggiore tutela dei funzionari e dell'uso dell'intelligenza artificiale "come supporto operativo" e di "un piano straordinario per smaltire l'arretrato".
Giovanni Deleo, presidente di Assimpredil Ance, ha sottolineato che la città "deve recuperare certezza dei tempi, capacità amministrativa e credibilità decisionale" e ha precisato che ciò non mira a ottenere scelte favorevoli ai progetti, ma a ottenere una risposta. "Solo così la città, insieme alle sue imprese ed ai suoi cittadini, potrà lavorare con successo per il suo futuro", ha aggiunto.