Riesame dispone domiciliari per due agenti della Polizia locale coinvolti nell’inchiesta di Corsico
Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese trasferiti ai domiciliari dopo essere stati arrestati il 6 agosto; altri due colleghi restano in carcere in attesa di udienza
Il Tribunale del Riesame di Milano ha disposto gli arresti domiciliari per Vincenzo Compagnone e Mattia Rignanese, entrambi finiti in carcere lo scorso 6 agosto. I due sono indagati, secondo l’accusa, per peculato, falso ideologico e arresto illegale.
Nel corso dell’udienza di venerdì la difesa, rappresentata dagli avvocati Giovanni Briola, Daniela Mazzocchi e Giacomo Gualtieri, aveva chiesto la revoca della custodia in carcere decisa dal gip Elio Sparacino e, in via subordinata, la sostituzione con gli arresti domiciliari, sostenendo l’insussistenza del pericolo di inquinamento probatorio.
I legali hanno prodotto nuovi elementi difensivi, tra cui la testimonianza della confidente impiegata per l’acquisto di droga, sostenendo che dai comportamenti degli indagati non risulterebbe alcuna appropriazione di denaro.
Al centro dell’inchiesta del pubblico ministero Giovanni Tarzia c’è l’ipotesi che un gruppo di cinque agenti della Polizia locale di Milano, oggi sospesi dal servizio, abbia intascato 1.450 euro dopo aver adescato un pusher e averlo arrestato in modo illegittimo a Corsico.
Martedì 25 agosto è fissata un’udienza davanti al Riesame per gli altri due agenti coinvolti, Denni Dileo e Rosario Piscopo, attualmente detenuti nel carcere di San Vittore. La commissaria Ilenja Sabato aveva invece ottenuto già in precedenza gli arresti domiciliari, subito dopo le dichiarazioni rese all’inizio di agosto al gip Sparacino.
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