Milano · 21 Agosto 2026

Il Tar impone a Palazzo Marino 60 giorni per decidere sui permessi di costruire convenzionati

La sentenza accoglie il ricorso di una società contro il «silenzio‑inadempimento» per un progetto in via Cletto Arrighi 16

Il Tar impone a Palazzo Marino 60 giorni per decidere sui permessi di costruire convenzionati

Il Tar della Lombardia ha censurato l'atteggiamento del Comune di Milano, stabilendo che l'amministrazione non può bloccare a tempo indeterminato le pratiche relative ai permessi di costruire convenzionati, ma deve concludere il procedimento con un provvedimento espresso, positivo o negativo, motivato e basato su adeguata istruttoria.

La pronuncia nasce dal ricorso presentato da Lambretto Immobiliare srl contro il cosiddetto «silenzio‑inadempimento» di Palazzo Marino riguardo a un progetto di nuova edilizia residenziale in via Cletto Arrighi 16. La società aveva depositato l'istanza il 10 dicembre 2025; il 29 dicembre gli uffici comunali avevano sospeso i termini del procedimento ritenendo mancante la convenzione urbanistica approvata dall'organo competente.

Secondo i magistrati amministrativi, la convenzione urbanistica non è un documento che il privato debba allegare in via preliminare, bensì il risultato dell'esame e dell'istruttoria congiunta tra l'amministrazione e il proponente. Pertanto l'istruttoria sul progetto e la redazione dello schema di convenzione devono procedere in parallelo, e l'assenza del testo definitivo non può paralizzare l'iter.

Il Tar ha ordinato al Comune di Milano di completare le verifiche sul progetto e sullo schema di convenzione entro 60 giorni e di trasmettere la documentazione all'organo competente per la decisione finale. In caso di ulteriore inerzia, la sentenza prevede la nomina di un commissario ad acta.

La decisione sottolinea inoltre che Palazzo Marino non è obbligato ad approvare l'intervento edilizio, ma ha il dovere giuridico di pronunciarsi in modo chiaro e motivato.

Fonte: Raccontiamo Milano

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