Omicidio di Roberto Bolzoni: a Milano condanne a 30 e 18 anni per zio e nipote
La Corte d'Assise di Milano ha pronunciato la sentenza di primo grado per il delitto avvenuto la sera del 16 febbraio dello scorso anno
La Corte d'Assise di Milano ha emesso la sentenza di primo grado nel processo per l'omicidio di Roberto Bolzoni, 60enne di Lodi. Il 51enne Roberto Zuccotti è stato condannato a 30 anni di reclusione, mentre il nipote 30enne Andrea Gianì è stato condannato a 18 anni; per il più giovane i giudici hanno riconosciuto le attenuanti generiche.
Secondo la ricostruzione emersa in dibattimento, la vittima e i due imputati si conoscevano e frequentavano la stessa sala giochi. La sera del delitto, indicata nella fonte come "la sera del 16 febbraio dello scorso anno", i tre avrebbero trascorso del tempo insieme nel pomeriggio e si sarebbero poi incontrati nuovamente a bordo dell'automobile del 60enne dopo cena.
All'interno del veicolo sarebbe scattata un'aggressione con ripetute coltellate — la vittima fu raggiunta da 38 fendenti — seguita dal furto di monili in oro, del telefono cellulare e del portafogli appartenenti a Bolzoni. Il corpo fu scoperto solo due giorni dopo dalla moglie della vittima; il veicolo era parcheggiato in piazza Omegna a Lodi.
I legali difensori degli imputati hanno contestato la solidità dell'impianto accusatorio, sottolineandone il carattere indiziario. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro sessanta giorni. Contestualmente alla pronuncia delle pene, i giudici hanno disposto il risarcimento dei danni con una provvisionale a favore della vedova e della sorella della vittima.