Milano · 27 Ottobre 2026

Corte d'Appello di Milano assolve due inviati de Le Iene dall'accusa di diffamazione sul caso Garlasco

La terza sezione penale ha annullato la condanna di primo grado per Riccardo Festinese e Alessandro De Giuseppe relativa a uno speciale andato in onda nel 2022

Corte d'Appello di Milano assolve due inviati de Le Iene dall'accusa di diffamazione sul caso Garlasco
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

La terza sezione penale della Corte d'Appello di Milano ha assolto con formula piena l’autore Riccardo Festinese e l’inviato Alessandro De Giuseppe dall’accusa di diffamazione aggravata nei confronti di Stefania Cappa, in relazione allo speciale televisivo trasmesso il 24 maggio 2022 intitolato "Speciale Le Iene, delitto di Garlasco, la verità di Alberto Stasi".

In primo grado, il tribunale di Milano, con la giudice Sara Faldini, li aveva condannati il 29 aprile 2025 a una multa di 500 euro ciascuno e al versamento di una provvisionale di 10.000 euro in favore della parte civile. La vicenda processuale riguardava la ricostruzione, contenuta nel servizio, delle dichiarazioni rese da Marco Muschitta, il quale aveva sostenuto di aver visto Stefania Cappa in bicicletta nei pressi della villetta di via Pascoli la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi e in seguito aveva ritrattato quella testimonianza.

Il tribunale di primo grado aveva ritenuto che il servizio avesse presentato le affermazioni senza evidenziarne adeguatamente l'inattendibilità, insinuando così un possibile coinvolgimento della donna. La Corte d'Appello di Milano ha però ribaltato tale valutazione, giudicando corretta e legittima la rappresentazione dei fatti proposta dalla redazione di Italia 1.

La redazione del programma ha espresso soddisfazione per la pronuncia, sottolineando che la sentenza pone al centro il ruolo del giornalismo d'inchiesta nei confronti di vicende giudiziarie complesse. In una nota, la redazione ha affermato che il loro lavoro mira a comprendere i fatti e non a diffamare o ad attribuire responsabilità che spettano alla magistratura accertare; ha inoltre sostenuto che indagare significa mettere in discussione ricostruzioni consolidate e raccontare ciò che emerge, nel rispetto delle regole e della dignità delle persone. La redazione ha infine ribadito l'intenzione di proseguire la propria attività di inchiesta, cercando risposte senza dare nulla per scontato.

(Nessun altro dettaglio è stato aggiunto rispetto alla fonte.)

Fonte: Raccontiamo Milano

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