Milano · 25 Ottobre 2026

Chi è Sagia Hammoud, la moglie di Youssef Siher: il suo cellulare ha permesso di localizzare il 30enne a Milano

La 32enne mediatrice interculturale è indagata a piede libero per istigazione a delinquere; il marito è in carcere a San Vittore.

Chi è Sagia Hammoud, la moglie di Youssef Siher: il suo cellulare ha permesso di localizzare il 30enne a Milano
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Sagia Hammoud, 32 anni, mediatrice interculturale nata e cresciuta a Como, è la moglie di Youssef Siher, il 30enne fermato dopo le indagini sulle mobilitazioni e i disordini del weekend del 17 e 18 ottobre. Hammoud risulta tuttora residente a Como e, sposata con Siher dallo scorso settembre, convive con il marito in un comune della provincia di Milano, mentre lui mantiene la residenza anagrafica a Mazzano, nel Bresciano.

La donna è indagata a piede libero per l'ipotesi di reato di istigazione a delinquere in concorso con il marito. Secondo gli inquirenti, i due sarebbero i presunti amministratori dei canali Instagram e Telegram attribuiti al "Movimento 17 ottobre".

Nella mattinata di sabato il cellulare di Siher risultava spento e non rintracciabile. Il monitoraggio del telefono in uso alla moglie ha invece permesso agli agenti della polizia di Stato di individuare l'appartamento alla periferia di Milano dove il 30enne si trovava temporaneamente ospite di un'amica: gli agenti lo hanno così localizzato e condotto in questura, con il fermo disposto dalla procura in serata.

Siher è attualmente detenuto nel carcere di San Vittore. La procura di Milano gli contesta l'istigazione a delinquere aggravata da finalità terroristiche e la nuova fattispecie di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Il provvedimento dovrà essere sottoposto al vaglio del giudice per le indagini preliminari; la pm di Milano Francesca Crupi chiederà lunedì 26 ottobre la convalida del fermo e, dopo la trasmissione degli atti, il gip fisserà la data per l'udienza di convalida.

Proseguono gli accertamenti degli investigatori: sono al vaglio computer e cellulari sequestrati durante il blitz, dai quali potrebbero emergere elementi utili per ricostruire la rete delle comunicazioni e verificare l'eventuale presenza di altri contatti.

Nel profilo pubblico di Hammoud, la 32enne si presenta come "Libanese, palestinese e araba di appartenenza" e descrive viaggi e competenze linguistiche, citando inglese, francese, arabo e italiano. In alcuni passaggi del suo profilo si legge anche il riferimento a interessi come la Palestina, la lettura, la scrittura e le arti politiche.

Dai primi accertamenti è emerso che soltanto il ricercatore e sua moglie potevano scrivere sulla chat Telegram "Movimento 17 ottobre" e sulla omonima pagina Instagram. Secondo le ricostruzioni, sarebbero quindi loro gli autori delle indicazioni rivolte ai manifestanti nelle otto città in cui erano state convocate le proteste di sabato 24 ottobre; le mobilitazioni "a sorpresa" non sono poi state attuate a seguito dell'intervento della polizia postale e della Digos. La platea potenziale dei canali è stimata in circa 150mila persone: 100mila su Telegram e 50mila su Instagram.

Fonte: Raccontiamo Milano

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