Milano · 23 Ottobre 2026

Gorla-Turro: stabile incompiuto in via Policarpo Petrocchi 40 al centro di occupazioni, 47 residenti presentano esposto

L'edificio, abbandonato dal 2021 e destinato a edilizia convenzionata, è indicato come teatro di risse, presunto spaccio e una violenta aggressione; il consigliere Marco Cagnolati chiede interventi coordinati

Gorla-Turro: stabile incompiuto in via Policarpo Petrocchi 40 al centro di occupazioni, 47 residenti presentano esposto
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Un edificio incompiuto tra via Policarpo Petrocchi e via Stamira d’Ancona, nel quartiere Gorla-Turro a Milano, è al centro di segnalazioni per occupazioni abusive, risse e degrado urbano. Lo stabile al civico 40 risulta abbandonato dal 2021 dopo l'interruzione dei lavori ed era destinato all'edilizia convenzionata.

A denunciare la situazione è il consigliere comunale di Fratelli d'Italia Marco Cagnolati. Secondo quanto riferito, nonostante precedenti interventi di sgombero gli occupanti abusivi sarebbero riusciti a rientrare nella struttura, scavalcando le recinzioni e riutilizzando l'immobile.

I residenti segnalano criticità sulla sicurezza del quartiere: negli ultimi mesi l'area sarebbe stata teatro di una brutale aggressione ai danni di un giovane, che sarebbe stato colpito da un gruppo di persone armate di spranghe e bastoni. Sempre secondo le denunce, nella zona si registrerebbero presunte attività di spaccio, molestie ai passanti e continui episodi di disturbo.

Per chiedere interventi, 47 abitanti del quartiere hanno sottoscritto un esposto presentato ai carabinieri. Cagnolati riferisce di aver ricevuto filmati e fotografie a testimonianza delle problematiche e pone l'accento sull'impatto sulla vita quotidiana delle famiglie: «Non è accettabile che le famiglie debbano convivere quotidianamente con la paura di uscire di casa o attraversare il proprio quartiere», dichiara.

Il consigliere sostiene che gli sgomberi occasionali non siano sufficienti se non accompagnati dal blocco degli accessi e dalla messa in sicurezza della struttura. Chiede all'amministrazione comunale di coordinarsi con la prefettura, la proprietà e le forze di polizia per ripristinare la legalità e definire il futuro dell'immobile, sottolineando che un progetto nato per offrire abitazioni non può trasformarsi in un rifugio per l'illegalità.

Fonte: Raccontiamo Milano

Torna a Milano