Inchiesta 'Skyfall': arrestato un ricercato individuato in una comunità a Reggio Calabria
L'uomo, accusato dagli inquirenti di legami con la cosca Barbaro, era sfuggito a un'ordinanza emessa dal gip di Milano lo scorso novembre
La caccia al ricercato collegato all'inchiesta 'Skyfall' si è conclusa all'interno di una comunità di recupero per tossicodipendenti nella zona nord di Reggio Calabria, dove gli agenti della Squadra mobile reggina lo hanno individuato e arrestato.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il pluripregiudicato era sfuggito nel novembre dello scorso anno all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Milano. L'operazione rientra nell'inchiesta antidroga denominata 'Skyfall', coordinata dalla Dda milanese e condotta sul campo dal Gico della Guardia di finanza di Milano.
Le indagini per localizzare il ricercato si sono concentrate sul territorio calabrese partendo dall'ipotesi che l'uomo fosse rientrato nei luoghi d'origine per cercare copertura. Gli specialisti dell'Antidroga, tramite appostamenti e servizi di osservazione coordinati dalla Dda di Reggio Calabria, hanno progressivamente stretto il cerchio attorno all'area settentrionale del capoluogo reggino fino a individuare la struttura di accoglienza.
Una volta circondato l'immobile, i poliziotti hanno fatto irruzione e bloccato l'indagato, che non ha opposto resistenza. Secondo quanto riferito dagli investigatori, si era stabilito nella comunità da poco tempo, dichiarando l'intento di intraprendere un percorso di disintossicazione. Contestualmente al fermo, gli agenti hanno posto sotto sequestro lo smartphone in uso all'uomo per accertamenti analitici.
L'arrestato è ritenuto dagli inquirenti vicino alla cosca Barbaro 'Castanu' di Platì. Nell'ambito dell'inchiesta milanese, che complessivamente vede coinvolte 29 persone, figurano soggetti ritenuti legati ai clan Barbaro e Morabito di Africo.
La procura distrettuale di Milano contesta a vario titolo reati quali associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, detenzione ai fini di spaccio e detenzione illegale di armi. In particolare, gli approfondimenti del Gico milanese hanno attribuito alla presunta organizzazione la gestione dell'importazione dal Sud America di oltre 3,5 tonnellate di cocaina destinate alle piazze dello spaccio.