Tentata scalata ai Bagni Mangini: otto condanne dal tribunale di Genova
Sentenze per riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita
Il tribunale di Genova ha condannato otto persone nell'inchiesta relativa al tentativo di controllo dei Bagni Mangini in corso Italia. Due anni di reclusione sono stati inflitti a Giampaolo Scagliola, Ettore Bocciardo, Gian Paolo Clemente, Gian Michele Clemente, Emiliano Pagano e Marco De Ferrari. A Mario Tasca è stata comminata la pena di un anno e dieci mesi, mentre Giuseppe Cantatore è stato condannato a un anno e sei mesi.
Le imputazioni contestate, a vario titolo, sono riciclaggio e impiego di denaro di provenienza illecita. Secondo la pubblica ministero Paola Calleri, l'indagine ha ricostruito un presunto progetto societario finalizzato a prendere il controllo dello stabilimento balneare.
La procura sostiene che sarebbero state costituite società con statuti predisposti ad hoc e che, tramite assegni e bonifici — anche con fondi che la stessa inchiesta ritiene illecitamente sottratti — sarebbero stati finanziati nuovi veicoli imprenditoriali con l'obiettivo di arrivare al controllo dei Bagni Mangini. All'epoca lo stabilimento risultava riconducibile a Paola Brancaccio e Placido Napoli, assistiti dall'avvocato Ferdinando Stucci.
Nel procedimento gli imputati sono stati difesi, tra gli altri, dagli avvocati Paolo Scovazzi, Marco De Benedictis, Paolo Costa, Aldo Nappi, Federico Ricci e Nicola Scodnik.