Genova: divieto di avvicinamento per un 37enne indagato dopo un episodio con l'auto
La Procura ricostruisce minacce e appostamenti; la donna ha riportato contusioni con prognosi di sette giorni
La Procura di Genova ha ricostruito una presunta sequenza di condotte persecutorie nei confronti di una donna che ha portato all'iscrizione nel registro degli indagati di un uomo di 37 anni, difeso dall'avvocato Cristiano Mancuso. L'uomo è accusato di stalking e di lesioni personali aggravate.
Secondo gli atti, la relazione e la convivenza tra i due si sarebbero interrotte all'inizio di settembre. Dopo la separazione, la donna sarebbe stata oggetto di minacce, insulti, appostamenti e ripetuti contatti telefonici e telematici dal contenuto intimidatorio, con riferimenti anche a minacce di morte e alla possibilità di mandarla in ospedale.
La vicenda è culminata il 5 ottobre: l'indagine attribuisce all'uomo l'episodio in cui, dopo averla insultata in strada, avrebbe inseguito l'ex compagna alla guida dell'auto, sterzando e salendo sul marciapiede per colpirla con le ruote anteriori da tergo. L'impatto le avrebbe provocato contusioni valutate guaribili in sette giorni.
Nel corso dell'interrogatorio l'indagato ha negato di aver posto in essere condotte persecutorie, pur ammettendo quanto accaduto con il veicolo. Secondo la sua versione, l'intento sarebbe stato quello di spaventarla e non di colpirla; ha dichiarato inoltre di essere sceso per prestare soccorso e di aver visto la donna allontanarsi sulle proprie gambe.
La gip Martina Tosetti ha disposto nei confronti dell'uomo il divieto di avvicinamento alla persona offesa, imponendo la distanza minima di mille metri e vietando qualsiasi forma di comunicazione diretta o tramite terze persone. Non è stato invece applicato il dispositivo di controllo elettronico, poiché la donna non ha prestato il consenso.