Ex Ilva di Genova, secondo giorno di presidio sotto la Prefettura: delegazione di operai ricevuta da Piantedosi
Apertura sulle forniture di coils annunciata dal Comune; i lavoratori chiedono garanzie scritte per evitare la cassa integrazione
È proseguito per il secondo giorno il presidio permanente dei dipendenti dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano sotto la prefettura di largo Lanfranco: i lavoratori hanno passato la notte in tenda e nella mattinata hanno tenuto un’assemblea per programmare le prossime iniziative in vista del confronto con le istituzioni.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, presente a Genova per partecipare al comitato per l’ordine e la sicurezza cittadina insieme al capo della polizia Pisani, ha ricevuto una delegazione di operai. Alla delegazione è stata consegnata una lettera contenente le richieste sul futuro dell’impianto genovese.
Armando Palombo, delegato Fiom dell’ex Ilva di Genova, ha riferito che l’incontro ha avuto valore di ascolto più che di soluzione immediata: i lavoratori hanno ribadito la disponibilità a continuare a lavorare e hanno chiesto misure concrete per evitare lo stop degli impianti. Palombo ha richiamato la necessità di piani definiti e scritti per scongiurare la prospettiva, prevista a metà novembre, di ricorrere agli ammortizzatori sociali per 985 lavoratori.
La sindaca Silvia Salis ha reso noto l’apertura di un primo canale di intesa con le istituzioni nazionali: la struttura commissariale e il governo avrebbero accolto la richiesta del territorio per garantire l’approvvigionamento dei coils, la materia prima indispensabile alla produzione. Secondo il Comune, lo stabilimento di Cornigliano è operativo e continua a produrre manufatti richiesti dal mercato.
Christian Venzano, segretario generale della Fim Cisl Liguria, ha sollecitato interventi rapidi, osservando come la scadenza del 15 novembre richieda tempi stretti. I sindacati hanno inoltre criticato l’uso di risorse pubbliche per ammortizzatori invece che per sostenere la produzione e il lavoro.
Oltre alle questioni industriali, l’incontro con il ministro ha toccato anche temi legati alla sicurezza in città e alle criticità del centro storico segnalate dall’amministrazione comunale. I lavoratori hanno annunciato la prosecuzione del presidio almeno per la notte successiva, salvo l’arrivo di misure concrete e formalizzate che possano modificare la loro decisione.