Salis contesta l'ipotesi di chiusura dello stabilimento ex Ilva di Cornigliano: "Inaccettabile e insostenibile"
Lettera al ministro Urso e ai commissari di Acciaierie d'Italia; il Comune propone l'acquisto di semilavorati per mantenere l'attività
La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha scritto ufficialmente al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e ai commissari straordinari di Acciaierie d'Italia in merito al fermo produttivo annunciato per l'impianto ex Ilva di Cornigliano. Nel documento Salis qualifica come «inaccettabile e insostenibile» l'ipotesi di chiusura dello stabilimento.
Nel testo della lettera la sindaca richiama il ruolo strategico delle linee di lavorazione a freddo e di zincatura presenti nell'impianto genovese all'interno della filiera siderurgica nazionale. Per evitare l'interruzione delle attività, chiede al Governo e alla struttura commissariale l'attivazione di soluzioni finanziarie e logistiche finalizzate all'approvvigionamento sul mercato di semilavorati, citando esplicitamente coils e bramme.
Secondo la ricostruzione contenuta nella missiva, l'acquisto della materia prima consentirebbe di mantenere la continuità operativa dello stabilimento, tutelare l'occupazione e scongiurare il ricorso agli ammortizzatori sociali per centinaia di lavoratori.
Salis ha inoltre confermato la propria partecipazione all'assemblea dei lavoratori di Cornigliano convocata per lunedì 12 ottobre e ha ribadito la disponibilità del Comune a costituire un tavolo permanente di confronto con le istituzioni nazionali e con l'azienda.