Genova · 09 Ottobre 2026

Cocaina nascosta in un camion al porto di Pra': quattro arrestati restano in carcere

La gip Nutini ritiene i quattro «bene inseriti nella criminalità organizzata»; sequestrati 128 kg di stupefacente

Cocaina nascosta in un camion al porto di Pra': quattro arrestati restano in carcere
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Quattro persone arrestate il 6 ottobre dalla Guardia di finanza di Genova sono state confermate in stato di detenzione dopo gli interrogatori di convalida svolti questa mattina nel carcere di Marassi. Si tratta di Domenico Gurrieri, 39 anni, Michele Crigna, 33, Vincenzo Maccarone, 54, e Eros Nicola Castellan Airaldo, 32; i finanzieri avevano rinvenuto 128 chilogrammi di cocaina nascosti nell’intercapedine di un camion parcheggiato nel porto di Pra'. Gli avvocati difensori presenti agli interrogatori sono stati Giuseppe Maria Gallo per Gurrieri, Francesco Schimio per Crigna e Maccarone, oltre a Emanuele Tambuscio e Samuele Zucchini per Castellan Airaldo.

La gip Angela Maria Nutini ha motivato la conferma della misura custodiale osservando che, nonostante le difese, gli indagati appaiono «bene inseriti nel mondo della criminalità organizzata». Secondo la giudice, il quantitativo e il valore dello stupefacente consentono di ricondurre l’episodio a una più ampia operazione di traffico internazionale di droga; perciò la Procura, rappresentata dalla pm Valentina Terrile, aveva chiesto il carcere, ritenuto dall’autorità giudicante l’unico strumento idoneo.

Durante l’interrogatorio di garanzia, Gurrieri ha respinto ogni addebito e ha ricostruito la propria versione dei fatti. Ha dichiarato di essere titolare di un’azienda di trasporti, di conoscere Crigna – che lavorava per la sua ditta – e Maccarone, indicato come un amico di Crigna. Ha detto di essersi recato al magazzino del porto di Pra’ per seguire il trasporto di un container e verificare problemi ai freni del rimorchio; in un secondo momento sarebbe tornato con Crigna e Maccarone per controllare il camion destinato al lavoro successivo. Secondo la sua ricostruzione, Crigna sarebbe salito sul container insieme a un uomo che Gurrieri ha dichiarato di non conoscere, chiedendo di chiudere le porte e allontanarsi: a quel punto avrebbe capito che qualcosa non andava, si sarebbe momentaneamente allontanato e poi sarebbe tornato verso il mezzo. Gurrieri ha sostenuto di non aver partecipato alle operazioni e di essere stato rassicurato da Maccarone sul fatto di non correre rischi; il suo legale, Giuseppe Maria Gallo, ha chiesto per lui gli arresti domiciliari.

Eros Nicola Castellan Airaldo, assistito dagli avvocati Emanuele Tambuscio e Samuele Zucchini, ha ammesso di aver avuto un ruolo organizzativo ma ha negato che la droga fosse sua. Ha detto di essere stato incaricato di sorvegliare che alcune persone prelevassero merce dal container senza partecipare materialmente allo scarico. Castellan Airaldo ha raccontato di aver ricevuto un telefono in Uruguay circa una settimana prima di partire per l’Italia, tramite un uomo noto come Andres, ucciso pochi giorni dopo, e di aver ricevuto le istruzioni una volta arrivato in Italia. Per l’incarico avrebbe dovuto percepire circa 10.000 dollari, somma che ha dichiarato di non aver poi ricevuto. Il giorno dell’arresto, ha riferito, un giovane italiano lo avrebbe accompagnato in auto fino al container; lui sarebbe salito mentre un altro individuo con un trapano e una chiave da 11 smontava alcuni elementi. Castellan Airaldo ha negato di aver aiutato a scaricare la droga e di conoscere gli altri soggetti coinvolti.

La gip ha ritenuto che, anche alla luce delle difese rese, la misura della custodia cautelare in carcere fosse proporzionata e l’unica idonea a fronte dell’impianto accusatorio e del sequestro di 128 chilogrammi di cocaina nel porto di Pra’.

Fonte: Raccontiamo Genova

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