Ex Ilva: a Genova sciopero di 24 ore e mobilitazioni dopo l'annuncio del fermo degli impianti
Assemblea e presidi davanti alla portineria di Cornigliano, i sindacati non escludono uno sciopero più lungo
Acciaierie d'Italia ha annunciato giovedì che entro il 15 novembre verranno fermati gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. La decisione segue il pronunciamento della Corte d'Appello di Milano che a luglio aveva disposto la sospensione dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto qualora non fosse stato rimosso integralmente l'amianto presente negli impianti, provvedimento che ha avuto ricadute anche sugli altri siti produttivi.
I primi amministratori locali hanno reagito duramente: i sindaci di Genova e di Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere, hanno definito la scelta inaccettabile, mentre i presidenti di Regione della Liguria e del Piemonte, Marco Bucci e Alberto Cirio, l'hanno giudicata molto grave per il futuro industriale e occupazionale.
I rappresentanti sindacali e i lavoratori si sono mobilitati e hanno fissato per lunedì 12 ottobre un'assemblea alle 7 davanti alla portineria del sito di Cornigliano. La rappresentanza sindacale unitaria ha comunicato che non intende lasciare il sito senza reazioni; alla fine dell'assemblea sono previsti presidi e probabili cortei.
Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti ex Ilva e nell'indotto, segnalando l'intenzione di preparare una mobilitazione più ampia e non escludendo che lo sciopero possa essere prolungato nei giorni successivi con articolazioni territoriali.
I sindacati ricordano di aver presentato lo scorso luglio al governo un documento unitario intitolato "Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva", con richieste per un piano industriale di decarbonizzazione, misure di tutela per i lavoratori e interventi statali a garanzia della transizione e dell'occupazione. Secondo le organizzazioni sindacali, da Roma non sono arrivate risposte su alcune proposte operative, tra cui l'acquisto di semilavorati per attivare le linee a freddo di finitura nei siti di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e altri, né su strumenti straordinari come prepensionamenti, incentivi all'esodo o programmi di riqualificazione.
Dall'incontro di ieri a Palazzo Chigi, i sindacati riferiscono che l'unico tema al centro della discussione con il governo riguarda gli ammortizzatori sociali, senza però una prospettiva chiara di rientro al lavoro.
La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, intervistata da Sky Tg24, ha annunciato che il governo è pronto a intervenire la settimana prossima con un decreto per mettere in campo misure straordinarie a favore del personale. Calderone ha sottolineato che, pur essendo la maggior parte dei dipendenti impiegata nello stabilimento di Taranto, anche gli altri siti, compreso quello di Genova, devono ricevere attenzione: il governo intende costruire percorsi integrati che comprendano sia il sostegno al reddito sia iniziative per il reinserimento lavorativo, eventualmente sostenendo assunzioni o percorsi in altre realtà qualora gli acquirenti non garantissero la continuità produttiva.
La situazione rimane fluida: per Genova il riferimento concreto è il sito di Cornigliano, dove a partire da lunedì sono previste assemblee e azioni di protesta che potrebbero evolvere nelle giornate successive, in assenza di ulteriori sviluppi istituzionali o di offerte operative che modifichino il quadro attuale.