Genova · 09 Ottobre 2026

Ex Ilva: a Genova sciopero di 24 ore e mobilitazioni dopo l'annuncio del fermo degli impianti

Assemblea e presidi davanti alla portineria di Cornigliano, i sindacati non escludono uno sciopero più lungo

Ex Ilva: a Genova sciopero di 24 ore e mobilitazioni dopo l'annuncio del fermo degli impianti
Immagini realistiche prodotte fedelmente al contesto della notizia con Freia

Acciaierie d'Italia ha annunciato giovedì che entro il 15 novembre verranno fermati gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. La decisione segue il pronunciamento della Corte d'Appello di Milano che a luglio aveva disposto la sospensione dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto qualora non fosse stato rimosso integralmente l'amianto presente negli impianti, provvedimento che ha avuto ricadute anche sugli altri siti produttivi.

I primi amministratori locali hanno reagito duramente: i sindaci di Genova e di Novi Ligure, Silvia Salis e Rocchino Muliere, hanno definito la scelta inaccettabile, mentre i presidenti di Regione della Liguria e del Piemonte, Marco Bucci e Alberto Cirio, l'hanno giudicata molto grave per il futuro industriale e occupazionale.

I rappresentanti sindacali e i lavoratori si sono mobilitati e hanno fissato per lunedì 12 ottobre un'assemblea alle 7 davanti alla portineria del sito di Cornigliano. La rappresentanza sindacale unitaria ha comunicato che non intende lasciare il sito senza reazioni; alla fine dell'assemblea sono previsti presidi e probabili cortei.

Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in tutti gli stabilimenti ex Ilva e nell'indotto, segnalando l'intenzione di preparare una mobilitazione più ampia e non escludendo che lo sciopero possa essere prolungato nei giorni successivi con articolazioni territoriali.

I sindacati ricordano di aver presentato lo scorso luglio al governo un documento unitario intitolato "Piano straordinario nazionale di messa in sicurezza e rilancio dell’ex Ilva", con richieste per un piano industriale di decarbonizzazione, misure di tutela per i lavoratori e interventi statali a garanzia della transizione e dell'occupazione. Secondo le organizzazioni sindacali, da Roma non sono arrivate risposte su alcune proposte operative, tra cui l'acquisto di semilavorati per attivare le linee a freddo di finitura nei siti di Taranto, Genova, Novi Ligure, Racconigi e altri, né su strumenti straordinari come prepensionamenti, incentivi all'esodo o programmi di riqualificazione.

Dall'incontro di ieri a Palazzo Chigi, i sindacati riferiscono che l'unico tema al centro della discussione con il governo riguarda gli ammortizzatori sociali, senza però una prospettiva chiara di rientro al lavoro.

La ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, intervistata da Sky Tg24, ha annunciato che il governo è pronto a intervenire la settimana prossima con un decreto per mettere in campo misure straordinarie a favore del personale. Calderone ha sottolineato che, pur essendo la maggior parte dei dipendenti impiegata nello stabilimento di Taranto, anche gli altri siti, compreso quello di Genova, devono ricevere attenzione: il governo intende costruire percorsi integrati che comprendano sia il sostegno al reddito sia iniziative per il reinserimento lavorativo, eventualmente sostenendo assunzioni o percorsi in altre realtà qualora gli acquirenti non garantissero la continuità produttiva.

La situazione rimane fluida: per Genova il riferimento concreto è il sito di Cornigliano, dove a partire da lunedì sono previste assemblee e azioni di protesta che potrebbero evolvere nelle giornate successive, in assenza di ulteriori sviluppi istituzionali o di offerte operative che modifichino il quadro attuale.

Fonte: Raccontiamo Genova

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