Parco di piazzale Kennedy: la giunta ammette differenze rispetto ai rendering ma annuncia possibili correttivi
L'area aperta a fine settembre al centro del dibattito sul rispetto del progetto e dei vincoli PNRR
Il parco di piazzale Kennedy, ultimo intervento del restyling del Waterfront di Levante, è stato aperto al pubblico a fine settembre ma ha subito attirato l'attenzione per la sua diversità rispetto ai rendering mostrati nelle fasi iniziali della progettazione. La questione è stata discussa in consiglio comunale, dove alcuni consiglieri hanno chiesto chiarimenti sulle scelte d'allestimento e sulle differenze rispetto al masterplan originario.
A sollevare il tema è stato il consigliere del Pd Mario Caraffini, che ha ricordato come nel tempo siano circolati numerosi rendering e versioni del progetto, rialimentando le polemiche sulla versione realizzata. Caraffini ha invitato la giunta a spiegare le ragioni delle discrepanze tra le immagini viste in passato e il risultato effettivo.
L'assessore ai Lavori Pubblici Massimo Ferrante ha risposto affermando di essersi concentrato sull'esecuzione e sull'apertura dell'area. Ferrante ha riferito che, nel settembre 2025, nell'area erano ancora presenti cumuli di sabbia rimasti da Euroflora e che, durante i lavori, l'impresa che stava realizzando un'autorimessa aveva completato un «solettone» per carichi pesanti, elemento che ha fatto lievitare i costi di oltre 3 milioni di euro, somma non prevista dal finanziamento PNRR né approvata formalmente in giunta.
Ferrante ha ricordato che la versione definitiva del progetto era stata approvata dall'Autorità portuale dopo la conferenza dei servizi avviata nel 2023 e conclusa il 17 aprile 2024, e che nel frattempo il progetto aveva subito diverse modifiche. Per questo motivo, ha detto, i rendering circolati in passato non corrispondono alla documentazione finale approvata.
L'assessore ha inoltre spiegato che intervenire sul progetto una volta appaltato sarebbe stato molto complicato: una variante avrebbe richiesto circa nove mesi per i necessari passaggi con la Soprintendenza e per tornare in conferenza dei servizi, tempi incompatibili con le scadenze imposte dal PNRR — fissate in una prima fase al 30 giugno 2025 e poi spostate al 31 agosto — e che avrebbero potuto determinare la perdita del finanziamento. Secondo Ferrante, variazioni finanziarie legate a modifiche progettuali avrebbero anche potuto alterare le condizioni dell'appalto e favorire ricorsi da parte di imprese escluse.
L'assessore ha concluso sottolineando l'impegno dell'amministrazione a evitare il definanziamento dell'opera e ha assicurato che si cercherà di intervenire in futuro per migliorare l'utilità dell'area. Caraffini ha risposto osservando che il tempo per apportare miglioramenti c'è e che, se ci saranno risorse economiche, sarà possibile intervenire per rendere l'area più rispondente alle aspettative.