Genova · 01 Ottobre 2026

Ericsson, sit‑in a piazzale Kennedy: lavoratori protestano contro i 131 licenziamenti durante il Salone Nautico

La mobilitazione mira a ottenere attenzione dalle istituzioni presenti al Nautico e a chiedere il mantenimento delle attività a Genova.

I lavoratori di Ericsson si sono radunati alle 9:30 di giovedì 1 ottobre in piazzale Kennedy per una manifestazione contro i 131 licenziamenti annunciati dall'azienda. L'azione è stata promossa insieme ai sindacati e collocata nel primo giorno del Salone Nautico per ottenere visibilità in uno dei principali eventi cittadini.

L'obiettivo della mobilitazione era anche richiamare l'attenzione delle istituzioni presenti al Nautico: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso erano attesi alla kermesse, e lavoratori e rappresentanti sindacali hanno chiesto che i due esponenti del governo si confrontino con i dipendenti colpiti dalla procedura.

Sonia Montaldo, segretaria generale di Slc Cgil Genova, ha dichiarato che i lavoratori si aspettano che Meloni e Urso scendano a parlare con loro e diano sostegno alla vertenza, sollecitando un aiuto istituzionale per affrontare la situazione.

In mattinata il presidente della Regione Liguria Marco Bucci si è avvicinato ai manifestanti per ascoltarli. Bucci ha espresso la volontà che Ericsson non abbandoni Genova e ha detto che, se una divisione deve chiudere, è necessario favorire la nascita di altre attività e garantire trattamenti adeguati per chi lascia l'azienda.

Secondo quanto comunicato dall'azienda, Ericsson ha annunciato la cessazione della produzione dei prodotti realizzati a Genova; la società non ha però parlato esplicitamente di delocalizzazione, una scelta che tuttavia mette a rischio la permanenza del polo produttivo in città.

Montaldo ha riferito che dall'azienda sarebbe emersa la volontà di puntare su tecnologie diverse, senza fornire dettagli su quali siano; a suo avviso queste nuove attività non saranno sviluppate a Genova ma all'estero, ed è su questo punto che si concentra la contestazione sindacale.

I sindacati chiedono che eventuali investimenti sulle nuove tecnologie possano essere effettuati anche a Genova per valorizzare le competenze locali. Rivolgendosi alle istituzioni, al Parlamento e al governo, sollevano la richiesta di ritiro della procedura di licenziamento. Montaldo ha inoltre sostenuto che più di 130 dipendenti sono rimasti senza lavoro dall'oggi al domani e che non sarebbe stata rispettata la procedura di comunicazione preventiva prevista dalla legge.

Fonte: Raccontiamo Genova

Torna a Genova