Due arresti a Genova per la truffa del falso perito: restituito un bracciale a un anziano di Sant'Olcese
La squadra mobile ha fermato un'auto in via Bobbio con indumenti usati per travestirsi; i due sono accusati di furto in abitazione
La squadra mobile di Genova ha arrestato due cittadini italiani, di 27 e 28 anni, ritenuti responsabili di una truffa messa a segno ai danni di un anziano di Sant'Olcese. Il fermo è avvenuto in via Bobbio intorno alle 12.50 di martedì 29 settembre, al termine di controlli su un veicolo intestato a una società di autonoleggio con sede a Napoli.
Nel corso dell'ispezione gli agenti hanno trovato sul sedile posteriore diversi capi di abbigliamento, tra cui cappelli e occhiali, compatibili con i travestimenti impiegati in analoghe truffe. Ai piedi del sedile lato passeggero è stato inoltre rinvenuto un bracciale in oro, descritto come di verosimile foggia antica.
Poco dopo la polizia ha ricevuto la segnalazione della tentata truffa a Sant'Olcese. La vittima ha raccontato di essere stata contattata telefonicamente da un falso appartenente alle forze dell'ordine, il quale gli aveva detto che la sua auto era stata coinvolta in una rapina a una gioielleria di Genova e che sarebbe arrivato a casa un presunto perito per verificare i preziosi.
Seguendo le indicazioni fornite, l'anziano aveva messo i gioielli su un tavolo. Al sopraggiungere del falso perito l'uomo ha chiesto di vedere un tesserino: il visitatore non ne era provvisto ed è stato allontanato. Nel frattempo un complice è rimasto al telefono con la vittima per distrarla e persuaderla a consegnare gli oggetti, arrivando anche a minacciare il sequestro dei preziosi.
Dopo la partenza del falso perito la vittima si è accorta della scomparsa di un bracciale in oro che aveva anche un valore affettivo. La descrizione corrispondeva al gioiello trovato nell'auto fermata: il prezioso è stato riconsegnato al proprietario.
I due giovani sono stati arrestati con l'accusa di furto in abitazione in concorso. Su disposizione dell'autorità giudiziaria, oggi saranno sottoposti a rito direttissimo.
Le modalità dell'episodio rientrano nella variante della cosiddetta truffa del "finto carabiniere", nella quale viene sostenuto che l'auto della vittima è stata utilizzata in una rapina e che sia necessario mostrare o consegnare i gioielli a un perito o a un presunto agente per dimostrare l'estraneità ai fatti. Recenti episodi simili sono stati segnalati in via Lodi, in Val Bisagno, a Marassi e a Nervi, dove una persona era stata condannata a un anno e quattro mesi per aver raggirato un 79enne.