Genova · 28 Settembre 2026

Fingeva di essere una carabiniera e ruba due orologi a un pensionato: condanna a 1 anno e 4 mesi

Il giudice ha disposto i domiciliari per la 37enne, imputata per la truffa a un 79enne di Nervi

Il 28 settembre 2026 il tribunale ha inflitto una pena di un anno e quattro mesi di reclusione e una multa di 200 euro a una donna di 37 anni, originaria di Napoli, ritenuta responsabile della truffa ai danni di un pensionato di 79 anni nel quartiere genovese di Nervi. Il giudice Riccardo Crucioli ha inoltre respinto la richiesta di attenuanti e disposto che la condannata rimanga agli arresti domiciliari.

Secondo la ricostruzione processuale, la vicenda risale al 6 agosto 2026, quando la Squadra mobile arrestò la donna dopo l'episodio. La persona offesa aveva ricevuto una telefonata da un sedicente maresciallo che lo avvertiva di una presunta rapina che avrebbe coinvolto la sua auto e richiedeva verifiche su contanti e oggetti di valore. Nonostante l'uomo avesse spiegato di non possedere un'auto, il falso operatore avrebbe insistito sulla necessità di controllare gli oggetti in casa.

Mentre il pensionato era ancora al telefono, una donna si sarebbe presentata alla sua porta spacciandosi per carabiniere e si sarebbe fatta consegnare due orologi il cui valore complessivo è stato stimato in circa 10.000 euro. Le forze dell'ordine, che tenevano sotto osservazione il veicolo utilizzato dalla donna, la intercettarono e fermarono all'ingresso del casello autostradale.

In aula il pubblico ministero Fabrizio Givri aveva chiesto una condanna a un anno e quattro mesi e una multa di 500 euro; la difesa aveva invece proposto il patteggiamento, richiesta poi respinta dal giudice. Al termine dell'udienza il legale della donna ha annunciato l'intenzione di presentare istanza per sostituire gli arresti domiciliari con l'obbligo di firma.

La difesa ha altresì riferito che la condannata è madre di tre figli e ha sostenuto che avrebbe agito come ultimo anello di una catena, seguendo indicazioni senza conoscere i presunti organizzatori. Dall'atto di causa emerge che la donna ha altre pendenze giudiziarie per fatti analoghi.

Fonte: Raccontiamo Genova

Torna a Genova